• IL LIBRO

Inferno, la tragica scelta (che si può evitare)

La natura del male e di Satana, alla luce delle Scritture, del Catechismo, delle apparizioni e delle esperienze dei santi. Il caso estremo di Annaliese Michel. E poi il contatto con persone, come padre Amorth, che il diavolo lo hanno combattuto. Ne parla il libro “Inferno, la tragica scelta”, di Rita Sberna, che si conclude con un invito alla speranza per chi accoglie la grazia di Dio.

È risaputo che oggi parlare dei Novissimi e quindi anche della dannazione eterna sia un tabù. Tema non meno scomodo è la presenza del maligno nella vita terrena, in tutte le tipologie conosciute: dalla vessazione all’ossessione demoniaca, fino alla possessione. Inferno, la tragica scelta (Edizioni Segno), terzo libro della giornalista e blogger Rita Sberna, ha il pregio di fornire contenuti sia formativi che informativi sui temi del demonio e dell’Inferno, utili soprattutto ai fedeli comuni, che vorrebbero saperne di più.

Il clero odierno è sempre più riluttante nel trattare il maligno e la dannazione. Con illustri eccezioni, come monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo emerito di Ascoli Piceno, che ha firmato la prefazione del volume. «Quando ad affermare che il diavolo non esiste sono teologi e personaggi importanti nella Chiesa, se la comunicazione non è capace di fare necessari “distinguo” su tali affermazioni, l’effetto che si crea è una pericolosa confusione con il rischio della perdita di saldi punti di riferimento”, scrive D’Ercole, compiacendosi del fatto che a cimentarsi in un testo così impegnativo non sia stato “un prete, né un teologo, bensì una giovane giornalista, una mamma di famiglia che attraverso la sua esperienza anche personale ha maturato il bisogno di trasmettere agli altri un messaggio di verità e di speranza».

Rita Sberna porta in dote al lettore la propria esperienza giornalistica a contatto con persone che Satana sanno bene chi è. A partire da padre Gabriele Amorth (1925-2016): quella riportata nel libro non è soltanto l’ultima intervista rilasciata dal celebre esorcista un anno prima di morire ma è qualcosa di simile a un testamento spirituale. Amorth non si limita a tracciare l’abc dell’esorcismo e della demonologia ma offre uno sguardo profetico sulla presenza del maligno nelle nostre vite: dall’istituzione dei matrimoni gay, ai “castighi robustissimi” che potrebbero prospettarsi nei segreti di Medjugorje. Catastrofi di cui la responsabilità è essenzialmente umana, in quanto “conseguenza del rifiuto di Dio” e che Dio utilizza al fine di “sensibilizzare l’umanità perché torni a Lui”, ammonisce l’esorcista.

I capitoli formativi del libro mettono a fuoco la natura del male e di Satana, alla luce delle Scritture, del Catechismo, delle apparizioni mariane e delle esperienze mistiche dei santi. I veggenti di Fatima, di Medjugorje e di Kibeho sono stati condotti dalla Madonna alla visione dell’Inferno. Santa Teresa d’Avila, santa Gemma Galgani, san Pio da Pietrelcina e molti altri furono oggetto di vessazioni demoniache, non solo spirituali ma anche fisiche, a conferma del fatto che Satana si accanisce prevalentemente contro le anime più affezionate a Dio.

Il libro della Sberna rievoca il caso estremo di Annaliese Michel (1952-1976), la cui storia ha ispirato il film L’esorcismo di Emily Rose. La giovane tedesca fu sottoposta a un numero impressionante di esorcismi senza mai essere liberata del tutto. Fino al giorno della sua morte, avvenuta, come lei stessa aveva previsto, il 1° luglio 1976. In Annaliese Michel, le possessioni demoniache si manifestarono in tutte le forme più spettacolari: inquietanti mutazioni del timbro di voce, forza fisica sovrumana, poliglottismo, ecc. Questo caso è tuttavia esemplare per un’altra ragione: i contenuti dei suoi esorcismi. Tra i demoni che possedettero Annaliese, molti furono costretti dagli esorcisti a dire la verità e, tra di essi, comparve anche Lucifero in persona, che dichiarò: “Ci sono alcuni che non credono nemmeno che io esista. E questi sono i miei più cari”.

Nerone e Giuda, evocati in un esorcismo sulla Michel, parlano dell’aborto, che proprio in quegli anni veniva legalizzato in Germania. L’anima dannata dell’imperatore romano afferma che “l’aborto è omicidio”. Il traditore di Gesù invece descrive così il momento in cui il parlamento tedesco approvava la legge sull’aborto: “Tutto l’Inferno stava lì: e questo lo abbiamo combinato noi meravigliosamente bene”.

Quasi come nelle tre cantiche dantesche, anche nel libro di Rita Sberna, alla discesa agli inferi, segue il “riveder le stelle”: sono le testimonianze in esclusiva rese da persone che hanno visto il demonio in faccia. Come Francesco Vaiasuso, posseduto per dieci anni; come la giovane Paola fuggita da una setta satanica. Inferno, la tragica scelta è il ‘diario di bordo’ di un viaggio indubbiamente drammatico. Il finale, però, è all’insegna della speranza: non solo Dio è sempre più grande di Satana, ma chi incontra il demonio e non se ne lascia sedurre saprà, più di altri, apprezzare bellezza, amore, grazia, che trovano compimento soltanto in Colui che di Satana è il nemico giurato.

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