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Santi sette fondatori a cura di Ermes Dovico

Cercare Dio

Il Volto di Gesù e la chiamata alla santità

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Per san Giovanni Paolo II la crescita nella santità è inseparabile dal mistero del Volto di Cristo, tema che il papa polacco approfondì nella Novo Millennio Ineunte. Per Wojtyła questa non è una devozione tra le tante, ma un modo di vivere l’interezza della vita cristiana.   

Ecclesia 17_02_2026

In occasione della festa del Volto Santo, che cade oggi, Martedì di Quinquagesima, pubblichiamo la riflessione di un monaco benedettino.

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Quando la storia del pontificato di san Giovanni Paolo II sarà scritta dalle generazioni a venire, non vi sarà dubbio alcuno che la sua insistente e costante attenzione al Volto di Cristo emergerà come un sommo tema spirituale, un motivo ricorrente e un dono di grazia alla Chiesa. Lungo gli anni del suo lungo ministero petrino, il fascino personale di san Giovanni Paolo II per il Volto Santo di Gesù divenne un imperativo pastorale. Già nel 2001 egli volse gli occhi della Chiesa verso il Volto di Cristo: alla chiusura della Porta Santa, il 6 gennaio di quell'anno, dichiarò che «il cristianesimo nasce e trae continuamente nuova vita da questa contemplazione della gloria di Dio che rifulge sul volto di Cristo».

Legata al mistero del Volto di Cristo e, per san Giovanni Paolo II, inseparabile da esso, è la crescita nella santità: «Voglia il Signore far sì che nel nuovo millennio la Chiesa cresca sempre più nella santità, affinché diventi nella storia una vera epifania del volto misericordioso e glorioso di Cristo Signore».

Nella Novo Millennio Ineunte, san Giovanni Paolo II approfondì il suo insegnamento sul Volto di Cristo. È evidente che, per il santo pontefice, questa non sia una tra le tante devozioni proposte alla pietà dei fedeli, quanto piuttosto un modo di presentare e vivere l'interezza della vita cristiana; un modo di rispondere a ciò che il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium, presentò come la «chiamata universale alla santità». Karol Wojtyła fu un vescovo del Concilio; come successore di Pietro, egli cercò di approfondire e sviluppare le intuizioni centrali e gli insegnamenti cardine di quell'assise. Il suo appello alla contemplazione del Volto di Cristo è pienamente intelligibile solo in quel contesto. La santità, infatti, è una semplice adesione ai disegni e ai desideri del Cuore di Cristo su di noi: un «sì» a ciò che il Cuore di Cristo ha riservato per noi, un «sì» a ciò che Egli desidera donarci in ogni istante.

I disegni e i desideri del Sacro Cuore di Gesù si rivelano sul Suo Volto. Chi ama Cristo impara a leggere sul Suo sembiante i segreti del Suo Cuore. Solo nel XVII secolo l'iconografia del Sacro Cuore iniziò a raffigurare l'organo fisico del Cuore di Gesù esposto, circondato da spine e radioso per le fiamme dell'amore. Le raffigurazioni più antiche onoravano il mistero del Cuore custodendone il segreto: mostravano solo la ferita aperta dalla lancia del soldato, lasciando il Cuore stesso racchiuso nella carne crocifissa o gloriosa di Cristo. Quella piaga aperta era in sé un invito a spingersi oltre, a varcarne la soglia come si attraversa una porta, per stabilire la propria dimora nel santuario interiore del Cuore; ma il Cuore medesimo rimaneva celato.

Nelle antiche tradizioni iconografiche, i segreti del Cuore di Cristo si svelavano sul Suo Volto: si scopriva il «mistero» del Cuore contemplandone il Volto. Madre Marie des Douleurs Wrotnowska, fondatrice francese, scrivendo nel 1930, lo aveva espresso chiaramente: «Dobbiamo scoprire su questo Volto la rivelazione dei segreti del Suo Cuore», e ancora: «Tutto lo zelo del Cuore di Gesù, tutte le Sue opere e tutta la Sua agonia si leggono sul Suo Volto». L'invito di san Giovanni Paolo II a divenire contemplativi del Volto di Cristo rimane un'opportunità di grazia per recuperare questa tradizione: il Volto come rivelazione dei segreti del Cuore nascosto.

Alla luce della costante attenzione di san Giovanni Paolo II verso il Volto di Cristo, comprendiamo che egli non stava proponendo una devozione, ma un modo di rispondere alla chiamata alla santità meravigliosamente adatto a ogni stato di vita, ed essenziale per la vita monastica. Al cuore di ogni vocazione giace il mistero di una relazione personale con Gesù Cristo, descritta magistralmente come un incontro «faccia a faccia» e come perseveranza nel cercare il Volto che per primo ci ha cercati. «Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto". Il tuo volto, Signore, io cerco; non nascondermi il tuo volto» (Sal 26, 8-9). Il Volto Santo è il sembiante del Verbo Incarnato. Gesù chiama le anime a vivere con gli occhi fissi su di Lui, per scoprire sul Suo Volto la rivelazione dei segreti del Suo Cuore.

In questa centralità del Volto di Cristo vi è qualcosa di distintamente benedettino. San Benedetto vuole che il novizio sia messo alla prova per vedere se «cerca veramente Dio» (RB LVIII, 7). La ricerca di Dio inizia e si compie nel mistero del Santo Volto di Cristo.

Possa essere questo il nostro impegno quaresimale: cercare e contemplare il Volto di Cristo. Il Volto nascosto e rivelato nelle Scritture, il Volto nascosto e rivelato nella Santissima Eucaristia, il Volto nascosto e rivelato negli altri, specialmente in chiunque soffre. Se in ogni evento e circostanza diremo istintivamente, e dal profondo del cuore: «Il tuo volto, Signore, io cerco», troveremo i nostri volti — e i nostri cuori — trasfigurati.



LA DEVOZIONE

Volto Santo, contemplazione in vista della ricompensa

13_02_2018 Ermes Dovico

Oggi, "martedì grasso", cade la festa del Volto Santo di Gesù, secondo la volontà divina che Nostro Signore rivelò ottant’anni fa alla beata Maria Pierina de Micheli. Conosciamo questa devozione che prelude alla contemplazione che ci attende nella beatitudine eterna. 

LA TESTIMONIANZA

Matteo: «Come il Volto Santo ribaltò la mia vita»

Il dolore per una vocazione che non viene compresa, l'incontro con persone che lo spingono lontano dal Signore: Matteo ha solo vent'anni e dentro ha già un vuoto che lo divora. Ma per una serie di casi, per nulla casuali, il giovane finisce ai piedi del Volto Santo di Gesù e in quel momento accade qualcosa di straordinario, che cambierà la sua vita per sempre.

LA FESTA ODIERNA

Volto Santo, il sigillo della Divinità sulle anime

Ricorre oggi la festa del Volto Santo di Gesù, un mistero che non smette mai di rivelarsi a noi. Se con la Beata Pierina de Micheli, avevamo scoperto che il Volto Santo di Gesù è l'Amore che marchia a fuoco il nostro cuore, grazie alla carmelitana suor Maria di san Pietro oggi impariamo come, contemplando il Volto di Nostro Signore, la Divinità stessa si imprime sulla nostra anima. 

Dupont docet

Le grazie di chi onora il Volto Santo

01_03_2022 Ermes Dovico

Tra i grandi propagatori della devozione al Volto Santo di Gesù, di cui oggi ricorre la festa, c’è il venerabile Léon Dupont. Che tenne accesa, notte e giorno, una lampada per onorare in casa un’immagine del Volto divino. Che divenne meta di pellegrinaggi dalla Francia e da tutto il mondo. E fonte di guarigioni corporali e spirituali. Come promesso dal Signore ai devoti.

La lezione di Wojtyła

Il volto di Gesù, la luce per il nostro millennio

21_02_2023 Ermes Dovico

Cade questo martedì la festa del Volto Santo, voluta da Gesù e ancora poco diffusa, ma con solide basi nelle Scritture e negli insegnamenti dei santi. Tra cui papa Giovanni Paolo II, che nella Novo millennio ineunte ha indicato nella «contemplazione del volto di Cristo» la via per la Chiesa e il mondo.

LA MEDITAZIONE

La riparazione al Volto Santo: guarigione per noi e il mondo

13_02_2024

La devozione al Volto Santo di Gesù è caratterizzata dalla preghiera di riparazione alle offese ricevute da Nostro Signore. Dall’amore verso il Suo Volto nasce l’amore verso ogni volto umano, cioè la nostra guarigione.

La festa

Il Volto Santo, luce che squarcia le tenebre del mondo

04_03_2025

Nell'oscurità dell'ora presente, la festa del Volto Santo di Gesù – che si celebra oggi – è un invito pressante rivolto a tutti, in primis ai pastori. Un volto che, come insegnava Ratzinger, possiamo trovare nell’Eucaristia. La meditazione di un monaco benedettino.

- La Sindone e i Savoia, un dialogo antico, di Antonio Tarallo

L’annuncio dall’India

Il volto di Gesù nell’Ostia: la Santa Sede riconosce il miracolo

15_05_2025 Ermes Dovico

L’arcivescovo di Tellicherry ha annunciato che Roma ha riconosciuto il miracolo eucaristico avvenuto il 15 novembre 2013 nella sua diocesi, nello Stato indiano del Kerala. Il prossimo 31 maggio la proclamazione solenne.