Il Tennessee attacca le "nozze" gay
Un disegno di legge del Tennessee, approvato dalla Camera, esenta banche, cliniche private ed altri enti dal riconoscere i "matrimoni" gay.
La sentenza Obergefell contro Hodge della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha legittimato il “matrimonio” omosessuale è sempre più osteggiata in casa sua.
Il disegno di legge 1473 dello Stato del Tennessee, approvato giovedì dalla Camera, esenta banche, cliniche private ed altri enti dal riconoscere «un presunto matrimonio tra individui dello stesso sesso», come afferma il disegno di legge.
Inoltre, ma una disposizione simile era già stata approvata nel passato, i funzionari dello Stato non sono tenuti a celebrare i “matrimoni” gay. Il disegno di legge poi così dispone in termini più generali: «I cittadini privati e le organizzazioni non sono vincolati dal Quattordicesimo Emendamento né dalla presunta interpretazione del Quattordicesimo Emendamento da parte della Corte Suprema nel caso Obergefell contro Hodges». La sezione I del XIV emendamento della Costituzione americana proibisce agli Stati di privare della libertà i cittadini. La Corte suprema ha incluso nel concetto di libertà, tutelato da questo emendamento, anche una presunta libertà di contrarre “matrimonio” omosessuale.
Il deputato repubblicano Gino Bulso, che ha presentato il disegno di legge, ha dichiarato: «È stata la Corte Suprema degli Stati Uniti, il 26 giugno 2015, a oltrepassare i propri limiti e a inventare questo 'diritto' al matrimonio tra persone dello stesso sesso, nonostante non vi fosse alcun supporto nel linguaggio del XIV emendamento per tale proposta».
Ora la palla passa al Senato, ma è probabile che la proposta venga approvata dato che il Senato è a maggioranza repubblicana.

