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Parlamento europeo

Il Ddl Zan diventa europeo

La Commissione LIBE del parlamento europeo approva una direttiva in cui verranno considerati a fini penali categorie sensibili i gay e i trans.

Gender Watch 27_02_2026

Alessandro Zan, eurodeputato nonché vicepresidente della Commissione del Parlamento europeo LIBE (Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni), esulta dal suo profilo Instagram: «Un pezzo del ddl Zan si fa strada in Europa…
Oggi [25 febbraio] la Commissione Libe ha approvato la Direttiva Vittime di reato, un testo che rafforza i diritti delle vittime e porta con sé una parte del 'ddl Zan'. In particolare, la direttiva riprende l'art.6 del ddl bocciato nel 2021 al Senato. La direttiva introduce inoltre tutele concrete per tutte le vittime di reato. Ora il testo sarà votato dal Parlamento europeo in plenaria. Se sarà approvato, tutti i 27 Paesi dell'Unione europea dovranno adeguare le proprie leggi.
Quello che nel nostro Paese il centrodestra ha fermato con un applauso vergognoso al Senato, oggi si fa strada in Europa, con la possibilità di diventare protezione reale per milioni di persone».

L’art. 6 del Ddl Zan avrebbe voluto integrare l’art. 90 quater del ccp aggiungendo all’elenco di condizioni di particolare vulnerabilità che configurano un inasprimento di pene il «sesso», il «genere», l’«orientamento sessuale» e l’«identità di genere».

La critica a questo articolo è la medesima che si può muovere all’art. 90 quater: indicare alcune categorie di persone che ricevono una protezione accentuata sul piano penale, esclude le infinite altre categorie socialmente fragili. Insomma gli artt. 6 e 90 quater, pensati per non discriminare, alla fine discriminano. Molto meglio applicare l’aggravante dei futili motivi, applicabile a qualsiasi categoria sociale.

Zan esulta anche se è consapevole che quella direttiva, anche quando fosse approvata in plenaria, avrebbe scarse ricadute concrete nel nostro ordinamento giuridico.