• ORA DI DOTTRINA / 25 - IL SUPPLEMENTO

I grandi apologeti moderni, una nuova serie

La ricerca della verità richiede il coinvolgimento della persona nella sua integralità, ragione inclusa. Ecco perché prossimamente, nello spazio dedicato al Supplemento del Catechismo, racconteremo i grandi apologeti dell'epoca moderna.

G.K. Chesterton al lavoro

Oggi ci concediamo una “pausa”. Dedicheremo ancora qualche incontro ai Vangeli, ma intanto vorremmo iniziare a stuzzicare il vostro interesse per una nuova serie di articoli.

Quando si parla di apologetica, i volti delle persone esprimono per lo più disorientamento o rifiuto. Nel primo caso, perché non si ha idea di cosa sia questa strana entità; nel secondo, perché la si ritiene pressoché inutile per la vita del cristiano, quando non addirittura fuorviante. Solitamente si obietta che la conversione è qualcosa di talmente intimo che le ragioni della decisione che si prende non dipendono da argomentazioni “esterne”.
O ancora, si stigmatizza l’apologetica insistendo che la vita cristiana è adesione a una Persona, Gesù Cristo, e non a delle idee, fossero anche brillanti. L’apologetica potrebbe finire addirittura per sviare un’autentica adesione di fede, spostandola verso la deriva di un’adesione a delle idee, cioè ad una ideologia. Detto in altre parole, l’apologetica non sarebbe sufficientemente esistenziale, non riuscirebbe a parlare al cuore.

Scrivendo a quattro mani, insieme a Mario Iannaccone, il Dizionario elementare dei grandi convertiti, mi sono accorta che in realtà non poche conversione sono state un lungo cammino nel quale la conoscenza ha avuto un ruolo fondamentale. Non dobbiamo cadere nell’inganno razionalista di una ragione meramente calcolatrice e sillogistica. Né pensarla come una facoltà solo accidentalmente inerente alla persona, quasi fosse un hard disk esterno, da collegare o scollegare a piacere. Si tratta invece di un logos che si coniuga naturalmente con l’agape, di un’intelligenza che si fa muovere dalla volontà formata dall’amore, e di un’intelligenza che a sua volta muove la volontà all’adesione del vero ritrovato: verum et bonum convertuntur.

La ricerca della verità richiede il coinvolgimento della persona nella sua integralità, ragione inclusa. Questa facoltà è la finestra dell’anima, dalla quale può entrare luce o tenebra. I percorsi di vita sono diversi: ci sono persone che si aprono alla verità per progressive illuminazioni del proprio intelletto; altre che vengono “travolte”, per fare poi questo percorso in seguito. C’è poi chi ha le sue buone ragioni per credere, ma non è in grado di comunicarle, e chi vive la prova del dubbio di queste ragioni, spinto da un sistema sempre più nichilista e relativista.

Anche per chi “nasce” cattolico, se non si va di luce in luce, il rischio di piombare nelle tenebre è dietro l’angolo. Il beato John H. Newman spiegava come la fedeltà alla luce della verità che si affaccia alla nostra coscienza, debole o forte che sia, qualunque cosa essa comporti, sia il vero discrimine tra gli uomini: «ciò spiega come persone partite assieme, in breve tempo, si vengano a trovare assai distanziate le une dalle altre, su percorsi spesso divergenti. La loro coscienza fa intendere la sua voce, ma, poiché se ne sono fatti giuoco, non dice più il vero; diventa preda di equivoci; risponde in modo irregolare.
Mentre in colui che è fedele alla sua natura ricevuta da Dio, la debole luce della verità guadagna ogni giorno in chiarezza; le ombre che dapprima l’oscuravano, le forme irreali create dallo stadio crepuscolare svaniscono; ciò che era incerto quanto un vago sentimento, e non si poteva distinguere da una fantasia tranne che per l’insistenza imperiosa della sua voce, diventa fisso e preciso, assume la forza di un principio, diventa un’attitudine» (Sermoni all’Università di Oxford, V).

Cercare con tutto se stessi la verità e aderirvi, una volta trovata, per poi ricercarla nuovamente è l’essenza della vita dell’uomo. Non è dunque un buon servizio quello di separare la ragione dalla persona; quello che occorre fare è, secondo l’insegnamento di Benedetto XVI, allargare questa ragione alla dimensione del reale. L’apologetica si colloca proprio qui, in questa dilatazione della ragione, in questo slancio naturale dell’uomo verso il vero. E i migliori apologeti sono quelli che sanno rendere ragione delle illuminazioni che la “luce gentile” ha loro concesso.

La nuova serie degli approfondimenti domenicali si rivolgerà proprio ai grandi apologeti dell’epoca moderna; attingeremo alla narrazione del loro viaggio verso la Chiesa cattolica; focalizzeremo alcuni temi centrali del loro percorso ed indagheremo le loro argomentazioni, perché possano diventare dei punti di riferimento solidi nella grande confusione e instabilità che caratterizza i nostri tempi. Rivolgersi a maestri del calibro di John H. Newman, Gilbert K. Chesterton, Scott Hahn, Thomas Howard, etc. non è motivato solo da deferenza ed ammirazione, ma molto di più dalla consapevolezza che lo Spirito Santo non ispira libri, ma persone; non guida le pubblicazioni, ma gli spiriti umani. Questo approccio avrà il vantaggio di mostrare quanto esistenziali siano le ragioni della fede. E perciò quanto sia necessario continuare ad offrirle ad ogni uomo di ogni tempo.

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