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La figura

Giuliana Falconieri, la santa fondatrice delle Mantellate

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Nata e cresciuta a Firenze, questa santa aveva per zio uno dei sette fondatori dei Servi di Maria, Alessio Falconieri. Bellissima, ne seguì le orme, consacrandosi a Dio e fondando il ramo femminile degli stessi Serviti.

Ecclesia 19_06_2026

Il legame con la sua Firenze: è più che necessario iniziare da questo tema se si vuole parlare della biografia di santa Giuliana Falconieri (c. 1270-1341) di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Firenze e la sua bellezza artistica. Firenze, culla dell’arte e della letteratura non solo italiana ma mondiale. Quella Firenze che segnerà un’epoca e che ancora oggi rappresenta uno dei luoghi più conosciuti e visitati al mondo. Ed è proprio dal capoluogo toscano che inizia il nostro viaggio nella vita della santa, fondatrice delle Mantellate del Terz’ordine dei Servi di Maria, donna “eucaristica” e sublime anima rivolta al Signore. Ma per iniziare questo viaggio dobbiamo spostare le lancette del tempo al 1700 e viaggiare (almeno idealmente) in una Firenze in cui ancora vivevano gli echi dei fasti rinascimentali. Un grande libro, l’Officina delle Notitie fiorentine (1736-1765), ci introduce nei festeggiamenti che la città fece in onore della sua canonizzazione avvenuta il 16 giugno 1737, sotto il pontificato di un altro fiorentino, Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini. Una canonizzazione, tra l’altro, che gettò la città in un grandissimo fermento registrato nelle pagine  dell’Officina. Si fa riferimento ai festeggiamenti in onore della “nuova” santa: «In primo luogo sei mazzieri a cavallo, ed indi gli due stendardi, che uno della Metropolitana e l’altro di Badia, e successivamente il segno, cioè il crocifisso della compagnia di San Filippo di su la piazza della Nonziata con dieci fratelli in cappa e incenso». La descrizione continua con dovizia di particolari. Spiritualità e municipalità si intrecciavano per festeggiare la nuova santa fiorentina.

Ma perché questo legame profondo della città toscana con la santa? La risposta non è da trovarsi solamente nel luogo della sua nascita, appunto Firenze. È qualcosa che va al di là del semplice dato anagrafico. E per comprendere ciò, dobbiamo ancora una volta fare un passo indietro nel tempo: dobbiamo comprendere la società fiorentina nella quale è nata la bellissima e affascinante (così la descrivono i suoi contemporanei) Giuliana. Il panorama culturale e sociale nel quale Giuliana visse rimane davvero sorprendente: è il Medioevo fiorentino del grande Dante Alighieri. Poi, vi è tutta la lotta, che lo stesso Alighieri vive e racconta, tra Guelfi e Ghibellini, mentre incominciava ad esserci una spinta “dal basso” che cercava di farsi sempre più strada: quella dei commercianti, la classe “imprenditoriale”. E la famiglia di Giuliana faceva parte proprio di questa schiera, anche se la sua origine era già nobile: una famiglia, in sintesi, che comprendeva i segni dei tempi. Il cognome di Giuliana non era un cognome qualsiasi, Falconieri.

La sua famiglia non solo viveva in agiatezza per i beni materiali, ma aveva anche a cuore quelli spirituali: annoverava, infatti, uno dei sette fondatori dei Servi di Maria, Alessio Falconieri, fratello del papà di Giuliana. Un seme nella famiglia che fece germogliare, proprio nell’anima di Giuliana, l’amore per il Signore. Le notizie che abbiamo della sua vita si devono principalmente a due opuscoli redatti da fra Paolo Attavanti nella seconda metà del XV secolo: il Dialogo sull’origine dell’Ordine dei Servi e un suo quaresimale incompiuto dal titolo Paulina praedicabilis. Due testi che, con lo sguardo poi della canonizzazione avvenuta sotto il pontificato di Clemente XII, potrebbero considerarsi una sorta di positio. Il cammino spirituale della giovane Giuliana, come si apprende da queste cronache, iniziò sentendo parlare lo zio Alessio (zio santo, assieme agli altri fondatori dei Servi di Maria) sul tema del Giudizio di Dio. «Giuliana, nobile, assai bella e ricca, della famiglia fiorentina dei Falconieri di discendenza romana, a quindici anni aveva sentito predicare sul giudizio il suo zio paterno Alessio», così scrive fra Attavanti nelle sue pagine. Giuliana, dunque, rimase colpita da quelle parole dello zio, tanto da decidere di dedicarsi alla preghiera, a vivere il messaggio del Vangelo. E per approfondire il nuovo cammino, cominciò sempre più a frequentare la Famiglia dei Servi di Maria.

Questo suo interessarsi alle “cose di Dio” non era del tutto ben visto dalla famiglia: erano, infatti, molti i pretendenti alla sua mano, data anche la sua bellezza. Ma, alla fine, la famiglia accettò la strada che il Signore le aveva tracciato. Giuliana, in questo periodo, vestiva lo stesso abito dei Servi di Maria: un mantello scuro. Cominciò a radunare vicino a sé altre ragazze che condividevano lo stesso progetto di vita: servire le sorelle e i fratelli bisognosi, servire Dio. Si chiamarono, poi, “Mantellate”, proprio per il mantello che indossavano: era l’inizio del ramo femminile dei Servi di Maria. Preghiera costante e carità continua in mezzo alle strade. Ogni mercoledì e venerdì, strettissimo digiuno: non toccavano cibo. E il sabato, solo pane e acqua. Tutta questa restrizione, questa penitenza era un’offerta al Signore, per chiedergli il dono della pace in una Firenze devastata dalle divisioni.

Santa Giuliana Falconieri è nota soprattutto per un episodio miracoloso che accadde proprio il giorno della sua nascita al Cielo, il 19 giugno 1341. Ormai da tempo, era impossibilitata ad alimentarsi per via di un grande male allo stomaco. Nessun cibo poteva entrare dalla sua bocca senza procurarle lancinanti dolori. Neanche il pane più prezioso per lei, l’Eucaristia. E fu così che, come era consuetudine per i malati del tempo, le venne appoggiata sul petto un’Ostia consacrata. In quel momento accadde qualcosa di straordinario: l’Ostia sparì. Solo allora poteva lasciare la terra, Giuliana, mentre sul cuore si palesava una macchia viola, come se l’Ostia si fosse impressa sul suo corpo. L’Eucaristia e Giuliana erano diventate un’unica cosa: per lei un dono da parte del Signore. Per la Chiesa il dono di una nuova santa.