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Giunta Salis

Genova, sì all'identità alias

Su proposta dell’assessore alle Pari opportunità e alle politiche di genere, il Comune di Genova ha approvato l'identità alias per i dipendenti comunali e per gli utenti.

Gender Watch 06_08_2026

Su proposta dell’assessore alle Pari opportunità e alle politiche di genere Rita Bruzzone, il Comune di Genova ha approvato l’identità alias per i dipendenti comunali e per gli utenti. Per identità alias si intende un nome fittizio diverso da quello anagrafico. In genere viene usato nelle more di poter cambiare il proprio nome all’anagrafe e dunque viene utilizzato da persone transessuali o che intendono “cambiare” sesso.

Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste il provvedimento adottato dalla giunta Salis. Per i dipendenti comunali il nome di elezione verrà inserito nei sistemi informativi interni, nei badge di riconoscimento, nelle caselle di posta elettronica e negli strumenti di identificazione visiva aziendali. Per i cittadini invece il nome alias potrà venir utilizzato presso biblioteche, musei, impianti sportivi comunali, etc.

La Bruzzone ha così commentato l’approvazione della sua proposta: «L’adozione della carriera e dell’identità Alias non è soltanto un dovere, ma è anche e soprattutto un chiaro segnale di riconoscimento, civiltà e rispetto che vuole tutelare le persone transgender all’interno del nostro ente e la cittadinanza nell’interfacciarsi con i servizi civici. Vogliamo che venga eliminato ogni ostacolo od occasione di disagio per le persone trans, sia sui luoghi di lavoro comunali che nell’accedere alle nostre strutture, di ogni tipo».

Il provvedimento è contrario alla legge perché il nome serve appunto ad identificare la persona e se un cittadino si chiama contemporaneamente Claudio e Claudia è evidente che il cittadino si è sdoppiato, sono diventate due persone fisiche giuridiche e questo non è accettabile dal punto di vista legale. Inoltre lo Stato e la collettività non sanno più se quella persona è un maschio o una femmina dal punto di vista burocratico, non potendo essere costui contemporaneamente maschio e femmina. Una ambiguità che contraddice l’obbligo di essere identificati.