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Nomina vicina

Gänswein nunzio a Vilnius, è quasi fatta

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Dopo il siluramento da parte di Francesco, lo storico segretario di Benedetto XVI ed ex prefetto della Casa Pontificia va verso la nomina ufficiale alla nunziatura di Vilnius, che copre i tre Paesi baltici.

Ecclesia 06_06_2024
Mons. Georg Gänswein, 3 gen 2023 (LaPresse)

L’esilio di monsignor Georg Gänswein potrebbe finire presto. A Friburgo, diocesi originaria nella quale è tornato senza incarichi lo scorso luglio dopo che Francesco lo ha privato anche formalmente del ruolo di prefetto della Casa Pontificia a fine febbraio 2023, sono già pronti i bagagli del fedelissimo collaboratore di Joseph Ratzinger. C'è da scommettere che siano pieni di cappotti, guanti e altri vestiti pesanti: la sua prossima destinazione, infatti, è la Lituania. L’indiscrezione lanciata lo scorso aprile da Elisabetta Piqué, vaticanista molto vicina a Bergoglio sin dagli anni di Buenos Aires, ha trovato conferme anche in fonti vaticane da noi consultate. Salvo complicazioni dell'ultimo minuto, la nomina ufficiale non dovrebbe tardare troppo ad arrivare.

Come spiega alla Nuova Bussola un esperto di diplomazia della Santa Sede, in questi casi i governi impiegano tra i due e i tre mesi a dare il gradimento al nuovo nunzio. In ogni caso, il consenso di Vilnius alla nomina non sarebbe in discussione. Fonti lituane hanno rivelato alla Nuova Bussola che la nota di gradimento sarebbe arrivata in Lituania almeno da due settimane. In attesa di andare ad occupare la sede lasciata vacante da monsignor Petar Rajič a marzo e che copre i tre Paesi baltici, Gänswein non ha rinunciato a presentare in giro per la Germania il libro della discordia, quel Nient’altro che la verità all’origine della dura accusa di «mancanza di nobiltà e umanità» rivoltagli dal Papa nel libro-intervista El sucesor scritto dal giornalista Javier Martinez-Brocal.

E la risposta del pubblico è sempre molto calorosa per lo storico segretario di Benedetto XVI come dimostra il bagno di folla della scorsa settimana al municipio Hüfingen (dove ha anche celebrato nella solennità del Corpus Domini) per una presentazione del libro durante la quale l’arcivescovo ha risposto a numerose domande, dicendo – tra le altre cose – che Ratzinger «non è più qui fisicamente e visivamente, ma la sua aura è ancora presente».

Il probabile approdo a Vilnius dovrebbe mettere fine all'annus horribilis di Gänswein che risiede attualmente al Collegium Borromaeum di Friburgo dopo quasi un trentennio in Vaticano. L'ex braccio destro di Benedetto non ha nascosto la sua sofferenza per aver ricevuto dal Pontefice regnante un trattamento molto diverso da quello toccato al suo “predecessore” Stanisław Dziwisz. Se sarà nominato nunzio apostolico a Vilnius, in ogni caso, andrà a ricoprire un ruolo decisamente meno di peso di quello svolto in Curia fino a febbraio 2023, anche se solo formalmente. La storica Irena Vaišvilaitė, già ambasciatrice di Lituania presso la Santa Sede, commentando l'indiscrezione sulla nomina dell'arcivescovo tedesco in un'intervista di Rita Bagdonaite al portale lituano Bernardinai.lt, ha detto che «Vilnius è una capitale europea, ma non è una sede importante», aggiungendo che «non è un ruolo di grande responsabilità». A prescindere da queste considerazioni, sarebbe comunque un'occasione per rimettersi al servizio della Santa Sede col senso del dovere che monsignor Gänswein ha dimostrato sin dal 1995, anno del suo arrivo a Roma come collaboratore della Congregazione per il culto divino e che gli è valso la stima e l'affetto di tanti fedeli nel mondo.