Economia tedesca in crisi. E l’AfD vola nei sondaggi
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Il cancelliere Friedrich Merz ha affermato che l'economia tedesca versa in condizioni «molto critiche» in alcuni settori. Intanto un sondaggio dell’Istituto GMS vede AfD in testa con il 27%, con tre punti percentuali di vantaggio sul gruppo al governo CSU-CDU.
Germania in ambasce. Il cancelliere Friedrich Merz nei giorni scorsi ha lanciato un allarme, affermando che l'economia tedesca versa in condizioni «molto critiche» in alcuni settori e per varie ragioni di debolezza (industria, energia, popolazione, immigrazione, produzione, infrastrutture, burocrazia, difesa). E in più ora si riaffaccia anche il terrorismo rosso in salsa ambientalista.
In una lettera di quattro pagine indirizzata ai parlamentari cristiano-democratici e socialisti, visionata dall'agenzia di stampa Dpa, Merz riconosce che le iniziative sinora intraprese dal suo governo, in carica dal 6 maggio 2025, «non sono riuscite a migliorare in modo sufficiente la competitività della Germania» e sottolinea la necessità di «un'azione politica e legislativa decisiva» per migliorare le condizioni delle imprese, vista anche la persistenza della crisi energetica innescata dalla transizione verso l'energia "verde", dall'invasione russa dell'Ucraina, dall'elevata inflazione, dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dall'indebolimento della domanda globale. Tutte emergenze nei confronti delle quali il governo precedente, guidato dai socialisti in alleanza con liberali e rosso-verdi, aveva fatto ‘spallucce’, come spesso capita ai governi cosiddetti progressisti che intendono l’avanzare felice come un accrescimento del debito pubblico e dei problemi economici e sociali della nazione che governano.
A fronte di questa presa di coscienza almeno parziale del cancelliere tedesco, non c’è però ancora una valutazione seria sulla direzione che l’opinione pubblica sta prendendo nel Paese. Merz non si sentirà meglio quando rifletterà sugli ultimi sondaggi di opinione, ma forse avrà occasione di ripensare il proprio veto assoluto verso la destra di AfD e le sue proposte. Nell'ultimo sondaggio condotto dall'Istituto GMS tra il 23 dicembre e il 5 gennaio, sono stati intervistati 1.027 tedeschi online e telefonicamente: il partito Alternativa per la Germania (AfD) ha ampliato la distanza di consensi tra sé e il gruppo CDU/CSU che guida il governo. L'AfD si è piazzata al primo posto dei consensi con il 27% dei voti; solo il 24% degli intervistati voterebbe per i partiti dell'Unione di centro (CSU-CDU) di Merz. La differenza è dunque di tre punti percentuali. Mai prima d'ora un sondaggio nazionale tedesco aveva dato all'AfD un vantaggio così netto sui conservatori cristiani al governo.
I socialdemocratici (SPD) si sono piazzati terzi con il 15%, i verdi sono al 12% e il partito di estrema sinistra Die Linke al 10%. Un anno fa, lo stesso sondaggio collocava il partito di Merz al 33%, mentre solo il 18% degli intervistati si dichiarava a favore dell'AfD: in parole povere l’Unione potrebbe aver perso 9 punti percentuali, mentre l'AfD li ha guadagnati. A fine dicembre, un altro sondaggio aveva segnalato comunque un vantaggio della destra, seppur limitato, collocando AfD e Unione quasi alla pari, con il 25,5% contro il 25%. Dovrebbero suonare i campanelli d’allarme per il cancelliere Merz e per il suo delfino e leader dei popolari a Bruxelles, Manfred Weber, anche per via dei sondaggi che via via si vanno pubblicando nei cinque Stati tedeschi (su un totale di 16) dove si terranno le elezioni parlamentari nel 2026. L'8 marzo, nello Stato sud-occidentale del Baden-Württemberg, inizierà la stagione elettorale e qui l'ultimo sondaggio condotto dall'istituto Infratest dimap vede l’Unione al primo posto con il 29% (+5%), seguita dall'AfD con il 21% (+11%) e dal Partito Verde con il 20% (-13% rispetto all’ultima elezione). L’Unione è destinata a vincere anche alle elezioni parlamentari del land Renania Settentrionale-Vestfalia del 22 marzo, dove possono attualmente aspettarsi il 29% dei voti, seguiti dalla SPD con il 23% e dall'AfD con il 19%.
Nel settembre 2026 si terranno le elezioni negli Stati tedeschi orientali Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In entrambi gli Stati, l'AfD attualmente si attesta attorno al 40% nei sondaggi, il che potrebbe rendere impossibile per gli altri partiti tenere la stessa AfD fuori dai governi statali. Anche la capitale tedesca, Berlino, terrà le elezioni del consiglio comunale nel settembre 2026 e lì a crescere in maniera esorbitante è l’altro partito antisistema o, meglio, antiestablishment, cioè Die Linke, successore dell'ex partito comunista unitario della Germania dell'Est, che si attesta al 19%. Staremo a vedere.
È bene che il cancelliere Merz faccia un discorso chiaro e fermo alla connazionale presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, affinché l'Europa imbrigliata nei vecchi schemi e alleanze tra socialisti, verdi, sinistre, liberali e popolari dia un taglio alle ideologie devastanti imposte sinora. Il chiarimento è urgente, visto che l’intero esecutivo tedesco deve fare i conti anche con gli attentati compiuti dall’estrema sinistra del cosiddetto Gruppo Vulkan che ha rivendicato la responsabilità di un incendio doloso che lo scorso fine settimana ha causato un blackout che ha colpito circa 45.000 famiglie e più di 2.000 aziende a Berlino. Un’azione rivendicata dai terroristi ambientalisti attraverso una lettera pubblicata online in cui si afferma che «l'avidità di energia sta esaurendo, prosciugando, bruciando, devastando, distruggendo e violentando la terra» e quindi, prosegue il testo del gruppo di sinistra, è giusto «causare danni significativi all'industria del gas e all'avidità di energia».


