Detenuto trans tra le detenute?
Michael Hari è stato condannato per diversi reati. Lui dice di essere una donna e come tale vuole il trasferimento in un carcere femminile.
Michael Hari (nella foto) nel 2017 piazzò un ordigno vicino all'ufficio dell'Imam del Dar-al Farooq Islamic Center a Minneapolis, Minnesota. Poi lui e i suoi collaboratori furono coinvolti in altri atti criminali: due rapine in due negozi della catena Walmart, il piazzamento di una bomba sotto alcuni binari e un’aggressione ad un uomo ispanico. Hari è stato condannato per tutti questi crimini a 64 anni di carcere.
Durante il processo Hari ha voluto identificarsi come donna e come tale vorrebbe finire in un carcere femminile. Hari ha dunque fatto causa al Bureau of Prisons per discriminazione e per aver subito «punizioni crudeli e inusuali». Secondo i difensori di Hari, questi «non è al sicuro in nessuna prigione maschile a causa delle sue caratteristiche sessuali femminili, [negando] al [signor] Hari la classificazione come detenuta in base al [suo] sesso femminile legale, esponendolo al rischio di vittimizzazione sessualmente abusante e discriminandolo sulla base del [suo] sesso».
Per ora Hari rimane recluso presso l’istituto penitenziario maschile dell’Oregon e speriamo che rimanga recluso lì per tutta la durata della sua pena, quindi a vita, dal momento che mettere un uomo violento nelle stesse celle o comunque negli stessi spazi dove ci sono delle detenute è un qualcosa che cozza contro il buon senso.

