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INTERVISTA A BORGHI

«Danneggiati da ascoltare, vergognosa campagna di pensiero unico»

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Per imporre il nuovo vaccino anti-Covid si fa leva sulla paura: il Ministero impone il tampone ai sintomatici in pronto soccorso; e si zittisce chi parla di effetti avversi. Come il senatore Borghi che ospita in Senato, per la prima volta, danneggiati e medici e alla Bussola dice: «Vergognosa campagna di pensiero unico, chi dissente viene aggredito». 

Attualità 09_09_2023

Dato che la campagna vaccinale con il nuovo inoculo anti covid è alle porte, per promuoverla e spingere gli italiani a vaccinarsi, ci sono due strade da percorrere, nella speranza che non si introducano più misure coercitive come il green pass.

La prima è quella di insistere mediaticamente sull’impennata dei contagi da Covid 19 e di enfatizzare come la peste del secolo, quella che è ormai una banale e innocua influenza. E in questo rientra l’impennata di tamponi e mascherine che sono ripresi a circolare nonostante non ci sia alcuna emergenza in atto.

Ieri, ad esempio, il ministero della Salute ha diramato una circolare con la quale impone il tampone obbligatorio ai sintomatici che si presentano in Pronto Soccorso. In Toscana si danno già i numeri che per incutere suggestione devono essere eclatanti: «Nell’ultima settimana in Toscana ci sono stati 1.294 nuovi casi, il 450% in più rispetto a luglio», si leggeva ieri sul Corsera. Che significa? Nulla, se si pensa che è naturale dato che siamo alla fine dell’estate e ci avviciniamo all’Autunno. Ma i numeri sparati con l’intento di incutere terrore sono nemici della razionalità.

La seconda strada da percorrere è quella di tacitare, quando non proprio censurare, chi si azzarda a parlare di effetti avversi da vaccino. Siccome il vaccino va somministrato a quante più persone possibili, siamo tornati di nuovo nel tunnel dell’omertà e della minaccia. Guai parlare di effetti avversi, guai fare cenno a danneggiati, vietato anche solo avanzare ipotesi di inefficacia dell’inoculo.

Ne sa qualcosa il senatore leghista Claudio Borghi che ha assaggiato sulla sua pagina Twitter il sapore amaro di questa strategia che si è riattivata negli ultimi tempi. Borghi, nella sua qualità di senatore della Repubblica, è padrone di casa di un convegno promosso e organizzato dal Condav, l’associazione che da più di 20 anni si batte per l’affermazione dei diritti dei danneggiati da vaccino, di tutti i vaccini. Ogni anno, da 20 anni, il Condav chiede e ottiene da un senatore, la disponibilità di poter effettuare la propria giornata commemorativa in un luogo prestigioso del Senato.

Quest’anno, a concedere la sala Capitolare in piazza della Minerva, sarà proprio il senatore Borghi, che ha accettato di buon grado di aprire le porte di casa alla presidente del Condav Nadia Gatti. La giornata, prevista per il 4 ottobre dalle 14 alle 19, è divisa in due: nella prima parte si svolgerà una cerimonia in memoria dei deceduti, nel corso della quale verrà letta la preghiera in ricordo dei deceduti dopo somministrazione vaccinale; ma è la seconda che ha attirato le critiche più feroci e – c'è da scommetterci – ne attirerà di ulteriori nei prossimi giorni.

È un convegno nel quale per la prima volta in un luogo del Senato si daranno appuntamento studiosi, giornalisti, medici, giuristi e scienziati che hanno seguito la materia delle vaccinazioni Covid e non hanno avuto paura di denunciarne i rischi sulla salute: dal “nostro” Paolo Bellavite a Marco Cosentino, da Alberto Donzelli al dottor Giuseppe Barbaro; ma saranno presenti anche i danneggiati. L’associazione Ascoltami, ad esempio, è stata invitata e parteciperà alla tavola rotonda dedicata alle associazioni dei danneggiati.

Dunque, in Senato, tra l’altro in un giorno simbolico, il 4 ottobre è San Francesco Patrono d’Italia, ci saranno danneggiati, medici e parlamentari. É la prima volta che accade e per questo la cosa non piace e non piacerà. E il sistema si è attrezzato.

Come? Anzitutto, come prima mossa ha gettato fumo e screditato, in attesa di trovare metodi più aggressivi. Il primo a prestarsi all’incursione non poteva essere che lui, l’onnipresente e onniscente professor Roberto Burioni, che orfano della Rai di Fazio, è in attesa di sistemazione presso qualche canale per continuare la sua carriera di virostar. Ma non perde occasione per demolire dall’alto della sua presunta scienza a colpi di Tweet il pensiero difforme.

Burioni ha polemizzato con Borghi direttamente sulla sua pagina Twitter, come se si trattasse di un hater qualunque, sostanzialmente negando che il vaccino anti covid abbia dato degli effetti avversi. Una bestialità, che ormai anche un bambino può confutare. Borghi gli ha risposto per le rime.

E in questa intervista alla Bussola, spiega le ragioni del convegno di cui sarà ospite nel primo senso etimologico del termine.

Senatore, il convegno ha un significato politico?
L’unico significato politico che mi pare importante e che vorrei dare è ribadire che tutti devono avere il diritto di potersi esprimere.

Facile a dirsi, ma quando si tratta di vaccino scatta la ghigliottina...
Su questo e su altri temi c’è stata una vergognosa campagna di pensiero unico tale per cui chiunque dissentisse o anche si ponesse delle domande veniva aggredito.

Mi immagino già i titoli di certi giornali: “Borghi porta i no vax in Senato”.
Non mi interessa, stiamo parlando di un evento che si svolge da 20 anni e che riguarda tutte le vittime da vaccino, di tutti i vaccini.

Ma gli ospiti e il contesto storico inducono a pensare che il vaccino anti covid sarà sul banco degli imputati...
Che ci siano reazioni avverse è un fatto ormai acquisito e ancora per molti gli studi sui cosiddetti rischi/benefici non sono sufficienti.

È possibile che con la nuova campagna vaccinale vengano introdotte alcune forme di obbligo?
Quello è un problema politico esplicitamente escluso dal programma della coalizione e mi sembra che la promessa sia stata mantenuta.

Il problema, dunque, qual è?
Che ci siano dei danneggiati è evidente e vanno ascoltati e capiti. Credo che la Commissione di inchiesta parlamentare dovrà occuparsi anche di loro.

Per ascoltarli, ma poi?
Il Fondo Ristori è ancora in piedi, bisogna ragionare come usarlo al meglio per questi danneggiati che ormai sono permanenti.

Però è un iter molto complesso, bisogna passare da una commissione medica militare, la quale emette giudizi piuttosto insindacabili...
È chiaro che il riconoscimento del nesso causale deve esserci, purtroppo, dato che tutt’Italia è ormai vaccinata non è facile. Però io sul Fondo Ristori ci ho messo la faccia contrattando anche il mio voto favorevole – l'unico! - al green pass per i ristoranti. Quindi è un tema per me molto sensibile.

Che cosa dovrebbe fare la comunità scientifica?
Per sgomberare i dubbi sulle cosiddette morti improvvise o inattese bisogna dividere la popolazione in quattro gruppi: vaccinato con covid, vaccinato non covid, non vaccinato con covid e non vaccinato non covid. E una volta analizzate le cause, ragionare su grandi numeri. Per questo serve una collaborazione dello Stato.

L’Italia potrebbe farlo?
Non ho ancora visto niente di convincente, mi pare che quelli più avanti siano gli indiani. Però, ripeto, è interesse di tutti. Ma dobbiamo smetterla con le tifoserie.



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