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decreto

Dai vescovi siciliani punti fermi sugli esorcismi

I presuli di Sicilia puntualizzano: tutti possono e devono pregare per guarigioni e liberazioni, ma il ministero è affidato ai soli sacerdoti autorizzati.

Borgo Pio 23_05_2024

«L’influsso del demonio è bloccato coltivando una sana vita spirituale, con l’assidua frequenza ai sacramenti, la preghiera fervorosa e incessante, l’ascolto docile della Parola di Dio. In alcuni casi particolari la Chiesa è chiamata a liberare gli oppressi mediante le preghiere di liberazione e anche la pratica dell’esorcismo», ma è consentita ai soli sacerdoti autorizzati, puntualizza la Conferenza episcopale siciliana, con un apposito decreto circa gli esorcismi e le preghiere di guarigione e liberazione, pubblicato il 14 maggio.

«Mai è lecito ai laici e ai religiosi senza ordini sacri organizzare e guidare celebrazioni di preghiere di guarigione liturgiche contenute nel Benedizionale, neanche alla presenza di ministri ordinati»; «Nello svolgimento tanto delle preghiere di guarigione quanto di quelle di liberazione non si pervenga, soprattutto da parte di chi le guida, a forme simili all’isterismo, all’artificiosità, alla teatralità o al sensazionalismo, ma si rimanga in una serena devozione»: sono alcuni dei moniti contenuti nel decreto.

Colpisce inoltre l'avvertenza di distinguere «tra carismatico e sensitivo, in quanto il primo usufruisce di un dono dello Spirito Santo mentre il secondo di un potere medianico», e pertanto «chi fa preghiere di liberazione o di guarigione dovrà guardarsi bene dal ricorrere all’aiuto dei sensitivi» – segno che evidentemente, la distinzione è offuscata persino in ambito cattolico. Quanto all'esorcismo tout court si ribadisce che «Ai sacerdoti non autorizzati dal Vescovo di eseguire esorcismi e ai laici non è lecito utilizzare la formula dell’esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli, estratta da quella pubblicata per ordine del sommo Pontefice Leone XIII, e in particolare il testo integrale di questo esorcismo, dal momento che può essere utilizzata solamente da tutti coloro che a norma del diritto sono ministri dell’esorcismo solenne».

Divieto anche di specifiche "Messe di guarigione" poiché «Ogni Santa Messa in quanto tale è sempre fonte di santificazione; pertanto non c’è una specifica “messa di liberazione” o “di guarigione”. Si fa dunque espresso divieto a tutti i sacerdoti di celebrare Messe utilizzando tali denominazioni»; tuttavia «è possibile che la Santa Messa sia applicata per la liberazione di una o più persone attaccate o possedute dal maligno. A questo scopo nel Messale Romano è prevista una Messa “per qualunque necessità” con tre formulari».