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Concistoro in mascherina per i nuovi cardinali

Settimo Concistoro del pontificato bergogliano, il primo dell'era Covid. Tredici creati, di cui due assenti perché non possono muoversi dai loro Paesi, causa pandemia. "Il pastore che non è vicino al popolo e sente di essere 'un'eminenza' sarà fuori strada", avverte Papa Francesco nella sua omelia. Un saluto speciale all'ottantenne Enrico Feroci: "Il Papa fa cardinale un parroco". 

I nuovi cardinali (mons. Gregory in primo piano)

Settimo Concistoro del pontificato bergogliano, il primo dell'era Covid. E dunque niente abbracci tra il Papa ed i nuovi cardinali e niente visite di cortesia al Palazzo Apostolico ed in Aula Paolo VI. Tra i tredici creati due assenti che, come da antica prassi calata in contesto inedito, riceveranno la berretta rossa da un emissario papale in un secondo momento. Sono il bruneiano Cornelius Sim ed il filippino Jose F. Advincula bloccati nei loro rispettivi Paesi dalle restrizioni agli spostamenti per la pandemia (nel Sultanato il divieto di uscita è in vigore dal 16 marzo).

L'indirizzo d'omaggio al Santo Padre è stato pronunciato dal primo dei cardinali creati, il maltese Mario Grech, ed è stato dedicato alla sinodalità definita "forma e stile della Chiesa". Più che un omaggio a nome di tutti, il discorso del vescovo emerito di Gozo è sembrata una dichiarazione d'intenti relativa al suo nuovo incarico come segretario generale del Sinodo dei vescovi. "Desidero che la Segreteria possa fare di più, ad esempio sostenendo i vescovi e le Conferenze episcopali nella maturazione di uno stile sinodale, senza interferire, ma accompagnando i processi in atto ai diversi livelli della vita ecclesiale", ha detto Grech. Papa Francesco, commentando la lettura del Vangelo, ha esortato i nuovi cardinali a non andare fuori "la strada del Figlio di Dio", ricordando loro che "il rosso porpora dell’abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione" e in quel caso "il pastore non è vicino al popolo, sente di essere 'un'eminenza' e sarà fuori strada". Al termine dell'omelia, il pontefice ha pronunciato la consueta formula di creazione con l'elenco dei nuovi membri del Collegio. Un momento seguito dal giuramento dei nuovi cardinali (che per l'occasione si sono tolti la mascherina indossata durante la cerimonia), dall'imposizione della berretta e dalla consegna di anello e Bolla.

Leggendo l'assegnazione del Titolo e della Diaconia, Francesco ha sussurrato alcune parole al neocardinale non elettore Raniero Cantalamessa, in saio francescano dopo aver ottenuto la dispensa dall'ordinazione episcopale. Poco dopo ha salutato un altro dei neoporporati ultraottantenni, Enrico Feroci, esclamando ad alta voce: "Il Papa fa cardinale un parroco". Feroci, che è parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva, si è vista assegnata la diaconia proprio della sua parrocchia. Oggi, intanto, la Messa domenicale all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro concelebrata dai tredici nuovi cardinali che sono, oltre ai già citati, Marcello Semeraro, Antoine Kambanda, Wilton Daniel Gregory, Celestino Aós Braco, Augusto Paolo Lojudice, Mauro Gambetti, Felipe Arizmendi Esquivel e Silvano Maria Tomasi. Sono dieci i nuovi membri del Collegio che potrebbero entrare in un eventuale Conclave. Con sette Concistori - in un arco di quasi otto anni di pontificato - Francesco si avvicina a San Giovanni Paolo II che ne fece nove ma in quasi ventisette anni, supera San Paolo VI (sei in quindici anni), mentre ha già surclassato San Giovanni XXIII (cinque in meno di cinque anni) e il suo predecessore Benedetto XVI (cinque in sette anni).