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CORRUZIONE

Caso Epstein, una lezione sul Potere di questo mondo

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Più che i milioni di documenti del finaziere pedofilo pubblicati nei giorni scorsi, dovrebbero far riflettere quelli che non sono stati diffusi perché riguardano pedopornografia, torture e morte. Il che lascia intendere che siamo probabilmente di fronte a élite che sfruttano debolezze e perversioni usandole anche come iniziazione.

Editoriali 03_02_2026

La diffusione il 30 gennaio di altre 3 milioni di pagine, tra cui 2mila video e 180mila immagini, dei cosiddetti Epstein files, come era ampiamente prevedibile ha scatenato un mare di polemiche e attacchi reciproci. All’appello mancano ancora due milioni di pagine, che sono quelle che dovrebbero fare più riflettere. Ha detto infatti il vice procuratore generale Todd Blanche che questi documenti e immagini non sono stati pubblicati perché riguardano «immagini di abusi sessuali, pedo-pornografia, morte, ferite e abusi fisici».

Curiosamente, questa dichiarazione è anche ciò di cui si parla meno, anzi, praticamente nulla: molto più interessante concentrarsi sulla presenza del presidente americano Donald Trump o dell’ex presidente Bill Clinton, delle malattie veneree che si sarebbe preso il fondatore di Microsoft Bill Gates o delle perversioni del principe britannico Andrea. Vale a dire che l’interesse dei media è per la strumentalizzazione politica che se ne può trarre o per la pruriginosa curiosità che certi personaggi generano.

Invece il caso Epstein dovrebbe soprattutto essere preso come una lezione sul Potere o, meglio, sul Potere che governa questo mondo.
Intanto, proprio il personaggio chiave: Jeffrey Epstein, una carriera iniziata con l’insegnamento della matematica in una scuola secondaria per poi approdare alla finanza e scalarne le vette, si dice grazie a una straordinaria capacità di tessere relazioni sociali. Eppure rimane misterioso come il figlio di un giardiniere e di una casalinga di Brooklyn possa diventare dal nulla un miliardario in grado di manovrare politici e uomini d’affari di mezzo mondo. Ed è quantomeno curioso come possa essere arrivato impunemente a gestire un vero e proprio traffico di esseri umani quando già poco più che ventenne era stato segnalato nella scuola dove insegnava per le attenzioni morbose verso le studentesse minorenni. E come abbia comunque potuto sviluppare il suo turpe commercio dopo una prima pena mite ottenuta con un vergognoso patteggiamento nel 2008 per sfruttamento della prostituzione: 18 mesi di detenzione poi ridotti a 3 mesi e mezzo più altri dieci mesi scarsi di uscita quotidiana per il lavoro.

Fino al secondo arresto nel 2019 per denunce che non si potevano evidentemente più ignorare, a cui si è sommato il sequestro dei documenti, immagini e filmati di cui si parla in questi giorni, Epstein ha costruito una incredibile rete di relazioni influenti internazionali che coinvolgono uomini politici di peso (uno per tutti l’ex premier israeliano Ehud Barak), servizi segreti di Paesi come Russia e Israele, uomini d’affari miliardari, tutti ricattabili o ricattati.

E qui è il punto: la frequentazione delle residenze di Epstein, inclusa la famosa isola privata caraibica Little Saint James, e l’uso del suo aereo personale, non hanno colore politico né bandiera nazionale. Anche se le donazioni elettorali americane di Epstein favorivano nettamente il Partito democratico, le “amicizie” andavano ben oltre, erano trasversali e transnazionali. E la capacità di condizionare la vita personale, gli affari e le decisioni politiche ed economiche altrettanto.

Non per niente già a settembre, dopo la pubblicazione dei primi file, è stato rimosso da ambasciatore britannico negli Stati Uniti Lord Peter Mandelson, che ora si scopre aver passato a Epstein informazioni confidenziali quando era ministro dell’Economia nel governo Brown; mentre in Slovacchia si è dovuto dimettere il consigliere per la sicurezza del premier Fico, Miroslav Lajčák; e non parliamo dello sconquasso provocato nelle famiglie reali britannica e norvegese.

Certo, bisogna anche essere attenti a non fare di ogni erba un fascio: non tutti i nomi che appaiono negli Epstein files sono necessariamente colpevoli di misfatti, ma come funziona il Potere è comunque chiaro: c’è un livello superiore, ai più sconosciuto, che facendo leva su debolezze e perversioni e usando l’arma del ricatto condiziona in diversi modi governi, parlamenti, economie.

Ed è una cosa che va ben oltre la soddisfazione di vizi e perversioni che i ricchi e i potenti pensano di potersi permettere. Non parliamo cioè di cose simili alle “cene eleganti” di Arcore, magari in una dimensione extralarge: qui siamo proprio a un altro livello, quello che seleziona chi conta e chi no. E l’accenno del vice Procuratore generale Blanche a morti, torture e pedopornografia fa piuttosto pensare a una élite legata anche a riti iniziatici, satanisti.

Oltre 1.200 sono le vittime identificate, ha detto Blanche, una enormità: 1200 ragazze, molte minorenni, sacrificate sull’altare del Potere, usate come oggetto di piacere, ridotte a schiave sessuali, torturate e poi abbandonate come stracci ormai inservibili. Il caso più  conosciuto è quello di Virginia Giuffré, la grande accusatrice del principe Andrea oltre che di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell, suicidatasi nell’aprile 2025 e di cui sono uscite postume le memorie (Nobody’s girl, la ragazza di nessuno). Ma come lei tutte le altre.

Perché il Potere del mondo è questo – di “sistemi Epstein” ce ne sono molti -, non riconosce la dignità delle persone che sta nell’essere fatte a immagine e somiglianza di Dio, le usa per i propri fini, semina sofferenze e morte, distrugge tutto ciò che è umano.

Per questo non basta indignarsi o semplicemente puntare l’indice come se noi fossimo semplicemente lontani spettatori o ci ritenessimo immuni dal fascino che il Potere esercita. E men che meno siamo chiamati a partecipare al gioco del “chi è più corrotto” per far prevalere una parte politica sull’altra.

Siamo invece chiamati anzitutto a riconoscere che solo l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa dà a noi e a ciascuno piena dignità umana, ci rende liberi da questo Potere e capaci di costruire luoghi di umanità che possono generare speranza e vincere questo obbrobrio che sa di morte.