Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Caterina Drexel a cura di Ermes Dovico
APOLOGETICA

Bussola Mensile, l’illusione della modernità senza Dio

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Un’intera epoca che ha “chiuso” il cielo per sentirsi più emancipata. Il numero di marzo della nostra rivista affronta l'equivoco di fondo di una società che ha bisogno non di essere assecondata, magari “benedicendo” la secolarizzazione, ma evangelizzata.

Attualità 03_03_2026

Comprendere l’equivoco della modernità: è il tema del primo piano del numero di marzo de La Bussola Mensile. Parlando di modernità è necessario sottolineare – scrive il direttore Riccardo Cascioli – che «non tutti i cambiamenti sono buoni e ineluttabili: il vero progresso si misura in base all’avvicinamento a Dio e all’ordine naturale da Lui stabilito e rivelato». Oggi è sempre più diffuso un atteggiamento di rassegnazione o adeguamento al cambiamento, anche quando non se ne condivide la visione. Si tratta di una concezione della vita che si muove solamente in linea orizzontale, mentre – continua il direttore – vi è la possibilità che «il progresso vero avvenga in linea verticale, ovvero che si misuri in base all’avvicinamento a quel Dio per cui siamo fatti, al rispetto di quell’ordine naturale stabilito da Dio e rivelato in Cristo».

Affrontando il tema della modernità è necessario fare prima una distinzione tra l’epoca storica e il sistema di pensiero. Ne scrive Stefano Fontana, sottolineando come i caratteri della modernità teoretica siano l’assoluta priorità assegnata alla coscienza, affiancata da un’idea di libertà assoluta del soggetto coincidente con la sua volontà, soggettivismo che sostituisce la natura con la storia, ma che finisce per negare anche questa. Essa si fonda poi sul “principio di immanenza”, il quale a sua volta comporta varie forme di ateismo.

La modernità teoretica – afferma mons. Giampaolo Crepaldi – ha generato un processo di allontanamento dalla fede. All’interno della modernità teoretica si trova la secolarizzazione moderna, un progetto ideologico di assoluta negazione di Dio e della sua trascendenza. Il problema sta nel fatto che da molta teologia cattolica essa viene considerata apprezzabile e irreversibile, un evento positivo e assolutamente conciliabile con la fede cristiana, mentre così non è.

L’antidoto alla secolarizzazione – scrive Luisella Scrosati – è Gesù Cristo, il Quale ricapitola in sé l’intera realtà creata. L’uomo infatti è «stato creato da Dio e per Dio», per cui non esiste una realtà indipendente dal Dio fatto uomo, né una possibilità di comprensione a prescindere dall’Incarnazione.

Al primo piano seguono poi gli articoli dedicati ai temi di bioetica, demografia, santi, buona battaglia, monachesimo, santuari mariani e spiritualità.

Tommaso Scandroglio parla dell’utero in affitto, pratica oggi edulcorata dal diffondersi dell’espressione “gestazione per altri”. La maternità surrogata è contraria alla morale naturale per diversi motivi fondati: il ricorso alla fecondazione artificiale, la reificazione del bambino, nonché della donna e dei committenti, senza contare i danni e rischi importanti sul piano della salute del bambino e della donna.

Da cosa dipende il crollo della natalità? Molte sembrano le cause, ma incapaci di spiegarne il perché. Don Stefano Bimbi rileva la causa (e una possibile via d'uscita) nello status inteso come meccanismo sociale potente che orienta e influenza le scelte e il pensiero.

Nel 1926 moriva il sacerdote Luigi Talamoni, beato monzese che si distinse per la sua grande carità, spendendosi per gli altri dal confessionale al capezzale anche di persone ostili alla fede. Fonderà un’opera di assistenza domiciliare, le Misericordine, fissando la regola per cui “Tutto è nulla se non è nell’amore di Dio”. Ne scrive Paola Scaglione.

Diego Manetti delinea la figura di san Giuseppe quale “Corredentore”. Egli, infatti, ha contribuito alla Redenzione non solo perché padre putativo del Salvatore ma in quanto «ha partecipato della liberazione dal peccato, dalla morte e dal Maligno realizzata da Cristo».

I monasteri cistercensi divengono, grazie a San Bernardo, una presenza nota e attiva in tutta Europa. La rinascita dell’ordine cistercense e la figura del cantore della Vergine vengono descritti da Renato Mambretti nella sezione monachesimo.

La rubrica sui santuari mariani ci presenta la storia del santuario della Madonna della Sciara presso Mascalucia, alle pendici dell’Etna, protagonista di miracoli legati all’espansione distruttiva della lava. Ne scrive Ermes Dovico, evidenziando come l’intervento di Maria e la fede delle persone del luogo hanno ottenuto grazie su grazie.

Come arrivare vivi e risorti alla Pasqua? Lo spiega don Corrado Signori, distinguendo dalla strada maestra quelli che sono gli errori in cui si rischia di cadere, ricordando inoltre l’importanza della carità con la quale ogni proposito quaresimale non può non fare i conti.

Sul prossimo numero di aprile nuovi argomenti di attualità, approfondimenti su diversi temi e un nuovo santuario da scoprire: il Santuario di Nostra Signora delle Grazie in Montegrazie, provincia di Imperia, il quale vanta una ricca storia fatta di fede, devozioni e incursioni.

 

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