Assisi si prepara all'ostensione del corpo di san Francesco
Da oggi fervono i lavori nella Basilica inferiore dove dal 22 febbraio al 22 marzo saranno esposti i resti mortali del Poverello che ottocento anni fa andava incontro a «sora nostra morte corporale».
A partire da oggi la Basilica inferiore di Assisi sarà visitabile solo parzialmente: fervono infatti i lavori di allestimento in vista dell'ostensione delle spoglie mortali di san Francesco, che avrà inizio il 22 febbraio e si concluderà un mese dopo, il 22 marzo. È la prima ostensione pubblica dei resti del Poverello che ottocento anni fa andava incontro a «sora nostra morte corporale».
Inizialmente tumulato nella chiesa di san Giorgio (dove ora sorge la Basilica di santa Chiara), venne traslato nell'attuale Basilica nel 1230, quattro anni dopo la morte e due anni dopo la repentina canonizzazione. Il sepolcro fu reso inaccessibile e il punto esatto ignoto per volontà di frate Elia, al fine di garantirne l'integrita, tanto da alimentare leggende sulla miracolosa conservazione del corpo, che chi si fosse addentrato nelle viscere della terra avrebbe visto in piedi, quasi vivo – è un'affascinante storia nella storia quella del corpo di san Francesco, studiata, tra gli altri da mons. Felice Accrocca, che il 25 marzo prossimo farà ingresso in diocesi di Assisi.
Le spoglie del santo rimasero celate fino al 1818, quando per volontà del ministro generale padre Giuseppe De Bonis vennero condotti in gran segreto gli scavi che condussero infine al ritrovamento dei resti. «Ed erano veramente i suoi – scrive il vescovo eletto –, anche se la scienza del tempo non poté́ allora documentarlo in modo incontrovertibile, come si potrà fare invece più tardi: non un corpo incorrotto e in piedi, ma semplici ossa di una persona che aveva sofferto e che, proprio a motivo di ciò, avrebbe potuto costituire per altri come lui un più̀ reale termine di riferimento. L’icona, in definitiva, di un uomo in carne e ossa che aveva fatto del Cristo la sua ragione di vita».

