• ITER IN PARLAMENTO

Animali con diritti, i feti no. L'ultima rivoluzione

Animali con diritti esattamente come le persone? La svolta potrebbe arrivare con un disegno di legge di revisione costituzionale attualmente in seconda lettura alla Camera. L’ennesimo tentativo di rivoluzionare l’ordine naturale. 

Gli animali considerati come persone? La svolta potrebbe essere dietro l’angolo. Il 12 ottobre scorso la Camera ha approvato un Disegno di legge di riforma costituzionale volto a rafforzare le garanzie costituzionali in riferimento all’ambiente e in specie agli animali. Questo stesso testo era stato già approvato dal Senato a giugno. Ma dato che si tratta di legge di revisione della Costituzione occorre un doppio passaggio sia al Senato che alla Camera. Quindi l’iter di approvazione del Ddl non è ancora terminato.

Questo disegno di legge, che riunisce più proposte provenienti da diversi parlamentari, modifica alcuni articoli della Costituzione. Il primo articolo modificato è il 9 che tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il Ddl aggiunge un comma a tale articolo che così recita: la Repubblica “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. La tutela ambientale era già presente nell’art. 117, ma ora nell’elenco dei beni costituzionalmente tutelati entrano anche la biodiversità e gli ecosistemi. Inoltre l’ambiente, al pari della biodiversità e dell’ecosistema, non è più solo una res, una cosa, un oggetto, bensì viene elevato a valore costituzionalmente garantito. Tralasciamo poi ogni commento sul riferimento alle future generazioni perché trattasi di una vera e propria thunbergata.

Passiamo all’art. 41 che viene così modificato (in grassetto le parti nuove): “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

In merito a questo articolo evidenziamo che la tutela della salute e dell’ambiente è posta prima della tutela della dignità umana. Ma in realtà dovrebbe essere l’opposto perché è il riferimento alla dignità della persona a costituire il paradigma che orienta il nostro agire morale. Un’azione è buona o malvagia a seconda che sia in accordo o disaccordo con la dignità umana, questo è il principio fondamentale della morale naturale. In tal senso io posso lecitamente arrecare un danno ambientale se è di vantaggio per la dignità personale. Ad esempio, bene radere al suolo un intero bosco se è l’unico modo per salvare la vita di una persona.

Certificata invece questa inversione di gerarchia – la quale era già presente nel testo originale dell’art. 41 – anche il già citato art. 9 dovrà tenerne conto e così potrà accadere che le leggi del Parlamento dovranno tutelare gli animali in modo più stringente o perlomeno alla pari rispetto alla tutela delle persone. In breve questa modifica potrà spingere il Parlamento a riconoscere agli animali dei diritti e ciò significherebbe che gli animali diventerebbero soggetti di diritto. Il nascituro può anche non essere considerato tale, ma gli animali invece potrebbero diventare vere e proprie persone agli occhi del diritto.

Naturalmente questo input animalista recepito dalla nostra Costituzione proviene dall’Europa. L’art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell’UE recita quanto segue: «L'Unione e gli Stati Membri devono, poiché gli animali sono esseri senzienti, porre attenzione totale alle necessità degli animali, sempre rispettando i provvedimenti amministrativi e legislativi degli Stati Membri relativi in particolare ai riti religiosi, tradizioni culturali ed eredità regionali».

Questo Ddl rappresenta l’ennesimo tentativo di rivoluzionare l’ordine naturale voluto da Dio il quale in Genesi disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Tra poco in Italia potrebbe accadere che gli animali (quali specie sarà il Parlamento a deciderlo) saranno immuni da questo dominio. Infatti essendo soggetti di diritto non potranno venire trattati come oggetti di diritto. Cammineranno, seppur a volte a quattro zampe, alla pari accanto a noi.

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