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testimonianza

All'Istituto del Verbo Incarnato si respira il profumo di Cristo

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La presenza di questa famiglia religiosa di origine argentina è un segno di speranza anche nell'Italia secolarizzata. Attraverso di loro numerosi giovani e famiglie sperimentano un'esperienza di fede a tutto tondo, che si incarna nella vita a trecentosessanta gradi e lascia il segno nell'anima.

Ecclesia 09_09_2026
Foto tratta dalla pagina FB Istituto del Verbo Incarnato - Seminario San Vitaliano

Si legge spesso di una rinascita religiosa in alcuni Paesi d’Europa, anche quelli tradizionalmente più secolarizzati del nostro. Ed è una bella notizia, che apre il cuore, anche se viene da chiedersi: e l’Italia che per secoli è stata il giardino della Chiesa? Il Paese che ha dato più santi di tutti? In Italia, effettivamente, è più facile vedere i segnali del declino che quelli della rinascita. Nella mia città ormai i sacerdoti si contano sulle dita di una mano, nonostante solo 70 anni orsono Trento fosse una fucina di vocazioni e di missionari pronti a partire per l’Africa o le Americhe.

Tuttavia, anche nel Belpaese non mancano i segnali di speranza. Ho visitato in questi tempi alcune comunità domenicane e carmelitane, ed è stato un piacere vedere che i giovani che si innamorano di Cristo ci sono ancora. Soprattutto laddove si conservano con più cura l’integrità della fede e una fratellanza vissuta e tangibile. In particolare, quest’ estate ho avuto la grazia di poter partecipare, con la mia famiglia, alle Vacanze in famiglia promosse dall’IVE, Istituto del Verbo Incarnato, una congregazione religiosa di origine argentina che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese (https://www.verboincarnato.org/). Molti avranno visto le suore grigio-azzurre dell’IVE, le Serve del Signore e della Vergine di Matarà, nelle immagini televisive provenienti dalla striscia di Gaza o da Betlemme: giovani, sempre sorridenti, pur in mezzo alle condizioni più difficili.

Ebbene queste vacanze sono una grazia che moltissime famiglie, in numero crescente, sperimentano da anni. Si vive insieme, in grande semplicità, per 7-8-10 giorni, con la Messa mattutina e il rosario, recitato passeggiando, la sera. Poi, chi vuole, può ascoltare qualche conferenza, praticare l’adorazione eucaristica, stare con i padri e con le suore per una chiacchierata o per la direzione spirituale.
Il tutto in un clima di allegria che prende spunto dallo spirito di San Giovanni Bosco. I padri e le suore dell’IVE vogliono che Cristo si incarni in ogni momento della vita: di qui la cura per la liturgia e la preghiera, ma anche per il gioco, il divertimento, la musica e la cultura. Il risultato lo vedo soprattutto sui miei figli e sui giovani in generale.

Come cattolico ho conosciuto tantissimi gruppi, e devo qualcosa un po’ a tutti. Ma mi è capitato spesso di scorgere una certa difficoltà a vivere una fede incarnata a trecentosessanta gradi, equilibrata. Qua grande attenzione al sociale, ma poca alla preghiera e a Dio; là tanta lodevole premura per i giovani, ma cercando di essere “competitivi” rispetto al mondo, cioè con tanta paura di trasmettere il messaggio evangelico nella sua radicalità; da una parte molta preghiera ma poca “vita”, dall’altra molte esperienze ed attività, ma scarsa capacità di comunicare una visione soprannaturale dell’esistenza…

Ecco, quando si sta con i religiosi del Verbo Incarnato, questi squilibri non ci sono, perché tutto si tiene: lo sport e la preghiera; il silenzio orante dell’adorazione eucaristica, l’attenzione verso chi è in situazioni difficili (non mancano a queste vacanze ragazze madri, coppie in difficoltà, sposi abbandonati in cerca di consolazione…) e la musica festosa, con scenette e tante risate, dei momenti di festa…Il risultato? I giovani, che hanno un giusto desiderio di divertirsi ma che vogliono anche indagare il senso profondo delle cose, trovano pane sostanzioso per i loro denti! I religiosi – giovani e pimpanti – diventano così un modello da seguire, un esempio edificante, vicino, appassionante. E tanti ragazzi e ragazze rispondono così: “vorrei essere come loro!”. Ogni anno anche i miei figli aspettano con trepidazione le “vacanze in famiglia” e ogni anno, quando sono finite, calano la tristezza e la nostalgia.
Stare accanto ad uomini e donne che sanno “incarnare” Cristo, anche quando servono in tavola o fanno le pulizie, lascia il segno, imprime qualcosa nell’anima: quello che un tempo si chiamava il bonus odor Christi, il profumo di Cristo.