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controcorrente

Vescovi fuori dal coro sul sinodo

Alle perplessità di alcuni presuli sull'"assise permanente" in corso, si aggiunge ora l'ausiliare di 's Hertogenbosch, che dichiara senza mezzi termini che Dio non ha niente a che fare con un sinodo i cui protagonisti sono impegnati a svendere la dottrina.

Borgo Pio 10_11_2022

LifeSiteNews riporta le dichiarazioni del vescovo ausiliare di 's Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, decisamente in controtendenza rispetto al fervore sinodale che attraversa l'episcopato mondiale.

Secondo mons. Robert Musaerts, invece, «tra i protagonisti di questo processo ci sono per me alcuni difensori di troppo del matrimonio gay, gente che non considera affatto l'aborto sia un problema e non si leva mai in difesa della ricca fede della Chiesa, volendo soprattutto piacere agli ambienti mondani». Il giudizio sul processo sinodale è netto: «Dio se ne sta fuori dai giochi» e «lo Spirito Santo non ha nulla a che fare» con questo Sinodo.

Non è l'unico vescovo perplesso sull'"assise permanente" che il Papa ha voluto anche prorogare di un anno. Altre obiezioni sono state sollevate dal card. Gerhard Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della Fede, e dal vescovo kazako mons. Athanasius Schneider. Mentre mons. Wolfgang Haas, vescovo di Vaduz, in Liechtenstein, ha dichiarato inutile «una procedura così complessa e talvolta anche complicata, che alle nostre latitudini corre il rischio di diventare ideologica». E non solo alle loro latitudini.

SC