USA, il rapporto sugli attacchi alla libertà religiosa (sotto Biden)
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Storie di persecuzione descritte in un documento di oltre duecento pagine pubblicato dalla Commissione per la libertà religiosa. Che formula anche 12 raccomandazioni all’amministrazione federale, dopo gli attacchi ai fedeli sotto Biden.
La Commissione per la libertà religiosa, istituita dal presidente Donald Trump, ha pubblicato venerdì 26 giugno un rapporto di 224 pagine sulle minacce alla libertà religiosa, raccomandando l’attivazione di nuove politiche e alcune modifiche alle politiche attualmente in vigore nell'amministrazione federale. Nella Commissione per la libertà religiosa, istituita con decreto presidenziale l’1 maggio 2025, sono presenti il vescovo di Winona-Rochester, Robert Barron, il cardinale Timothy Dolan (ex arcivescovo di New York) e il vescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, che fa parte anche del comitato consultivo dei leader religiosi. In questo suo primo anno di attività, la Commissione ha audito più di cento testimoni nel corso di sette udienze. In moltissime audizioni è emerso che «troppo spesso, nella nostra vita nazionale, la religione non viene considerata un contributo, protetto e apprezzato, alla vita pubblica, bensì un problema o un fastidio da gestire, limitare o mettere da parte». L’ampio documento conclusivo pubblicato la settimana scorsa mette in luce storie strazianti di persecuzione religiosa e formula 12 raccomandazioni per l'amministrazione in carica. Tra le testimonianze più strazianti ci sono quelle delle madri tenute all'oscuro dalle scuole che imponevano un'ideologia di genere ai loro figli, di studenti vittime di bullismo a causa della loro fede cristiana o ebraica, di operatori sanitari che rischiavano di perdere il lavoro a causa della loro fede e dell’obiezione di coscienza.
Tra i casi più sconcertanti c’è quello di Svitlana Roman, una delle madri che ha contestato il programma di libri Lgbt delle scuole pubbliche della contea di Montgomery che non permettevano ai genitori di escludere i propri figli dalle lezioni a favore della comunità Lgbt. Alla stessa stregua la drammatica vicenda di Jennifer Mead, una madre del Michigan la cui figlia undicenne «è stata iniziata alla transizione di genere» dai funzionari scolastici a insaputa dei genitori. Oltre ai genitori, le politiche favorite da Joe Biden penalizzavano anche gli studenti, come nel caso di Shea Encinas, una studentessa di quinta elementare costretta a leggere un libro che promuoveva l'identità transgender ad un bambino dell'asilo. Oppure la vicenda di Lydia Booth, una studentessa a cui è stato ordinato di togliersi la mascherina indossata, durante il periodo di Covid, perché recava la scritta «Gesù mi ama». Insieme a loro, tra i perseguitati a causa della fede c’è il dottor Eithan Haim, incriminato dal Dipartimento di Giustizia sotto la presidenza di Biden per aver denunciato gli interventi chirurgici di mutilazione di genere su minori praticati presso il Texas Children's Hospital; e l'allenatore Joe Kennedy, che ha perso il lavoro per aver pregato dopo una partita di football. Decine e decine di testimonianze anche di militari che hanno perso il lavoro perché avevano richiesto esenzioni religiose dall'obbligo vaccinale contro il Covid-19, altri sono stati sanzionati perché hanno lamentato difficoltà nell'accesso ai sacramenti.
Dunque, i cristiani sono stati oggetto di sistematica persecuzione e intimidazione da parte dell'amministrazione Biden. Ma anche i seguaci di altre religioni sono stati colpiti. Il rapporto mette in luce le testimonianze di un medico musulmano, Ismail Royer, e di un medico ebreo, Kenneth Prager, che hanno rifiutato di partecipare a un "suicidio assistito" e del dottor Akshar Patel, rappresentante di un tempio indù che ha subito atti di vandalismo.
Sono 12 le raccomandazioni all'amministrazione federale: si sollecita il Dipartimento di Giustizia a emanare linee guida che chiariscano la corretta interpretazione della clausola di “non istituzione” di una religione di Stato e della “separazione” tra Chiesa e Stato, principi che molti americani fraintendono; si avverte che il secolarismo è incompatibile con il Primo Emendamento perché «esclude le voci religiose dal processo di autogoverno»; si chiede al Dipartimento di Giustizia, al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani e alla Commissione per le Pari Opportunità di Impiego di diffondere manifesti intitolati "Conosci i tuoi diritti" per informare studenti, genitori, insegnanti e altri che hanno il diritto di essere liberi da discriminazioni di natura antireligiosa. Inoltre, si sollecita l'adozione di una politica che imponga ai funzionari pubblici, che ritengono che i propri dipendenti abbiano esercitato la propria libertà religiosa in modo improprio, di fornire una spiegazione scritta della violazione entro 30 giorni dall'accaduto. Ancora, si esortano tutti i dipartimenti governativi a creare linee telefoniche dedicate alla segnalazione delle violazioni della libertà religiosa e a combattere l'antisemitismo; si chiede con forza al Dipartimento di Giustizia di istituire una task force sulla libertà religiosa e si raccomanda l'abrogazione dell'emendamento Johnson – che vieta le attività politiche da parte dei gruppi religiosi esenti da imposte –, un obiettivo che Trump persegue da tempo.
Nel documento finale si chiede a Trump di nominare e confermare «giudici federali con il coraggio di decidere nel merito i casi relativi alla libertà religiosa» e proteggere «i cittadini americani di fede religiosa dalle azioni legali promosse dal governo che mirano al loro libero esercizio della religione». Tutto ciò perché la religione apporta molti benefici alla società, dalla formazione della “coscienza” per limitare gli abusi di potere da parte del governo e sviluppare la responsabilità personale e a favore del bene comune, alla promozione della solidarietà e carità, al rafforzamento dei legami familiari e comunitari, fino alla promozione della salute e del benessere generale. Non sarebbe una buona idea istituire una tale commissione per il pieno godimento della libertà religiosa anche in Europa o quantomeno in Italia, prima che sia troppo tardi e arrivi un Joe Biden anche da noi?
