Un convegno in ricordo di Shahabz Bhatti
A 15 anni dalla morte, la Camera dei Deputati ha commemorato la figura del ministro delle minoranze pakistano vittima di un attentato nel 2011
Il 24 marzo la Camera dei Deputati, a 15 anni dal suo martirio, ha commemorato con un convegno Shahabz Bhatti, il ministro delle minoranze pakistano ucciso da estremisti islamici il 2 marzo 2011. Bhatti era cattolico. Aveva suscitato la collera degli integralisti islamici per aver difeso Asia Bibi, la donna ingiustamente condannata a morte per blasfemia per la quale tutto il mondo si mobilitò finché non venne assolta nel 2019, e per aver criticato la severissima legge contro la blasfemia. Fu assassinato in pieno giorno, a Islamabad, la capitale del Pakistan, mentre lasciava la casa di sua madre. Aveva 42 anni. Due mesi prima, il 4 gennaio, era stato vittima di un attentato il governatore del Punjab, Salman Taseer, anche lui per gli stessi motivi. L’evento si è svolto su iniziativa dell’onorevole Paolo Formentini. Dopo la messa celebrata presso la chiesa di San Gregorio Nazianzeno, cappella della Camera dei Deputati, presieduta da monsignor Francesco Pesce, e dopo i saluti istituzionali del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di altri parlamentari, il convegno si è svolto in due sessioni. Alla prima, moderata da Marta Petrosillo, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) International, sono intervenuti esponenti di ACS Italia, Comunità di Sant’Egidio, Umanitaria Padana Onlus, Comitati Nazarat, Fondazione Macchiavelli. Durante la seconda sessione hanno preso la parola per ricordare Bhatti Tabassum Yousaf, avvocato dell'Alta Corte del Pakistan, il pastore Justin Bhatti, dell’European Pakistani Christian Action Committee, Adan Farhaj, direttore relazioni estere dell’Associazione Pakistani Cristiani in Italia, Shahzad Khokhar, presidente della Croce Italiana, Shahbaz Bhatti, fondatore di Voce Dei Senza Voce Internazionale. “Il martirio cristiano non appartiene ai tempi dell’antica Roma – ha ricordato ACS – è drammaticamente attuale in decine di Paesi del Mondo. Le persecuzioni religiose colpiscono ancora milioni di persone. Una realtà di fronte alla quale ACS invita a non restare indifferenti. È un tema che afferisce non solo allo spirito di ogni uomo, ma che impatta sulla politica interna ed internazionale e sulle relazioni diplomatiche di ogni Stato con i Paesi in cui questo diritto umano viene negato o fortemente limitato”

