Terrorismo rosso, Rubio unisce 60 paesi per combatterlo. L'Italia è a bordo
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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio riunisce i rappresentanti di 60 paesi per coordinare la lotta contro la minaccia riemergente del terrorismo rosso. I nuovi brigatisti sono gruppi transnazionali di "antifa", soprattutto quattro grandi gruppi di cui uno italiano, il Fronte Rivoluzionario Internazionale.
Il Segretario di Stato Rubio ha invitato a Washington i leader di governi stranieri per discutere, il prossimo 16 luglio, di antifascismo e antiterrorismo, particolarmente “vivace” e attivo nei paesi occidentali, all’incontro sono invitati i leader di oltre 60 nazioni, inclusa l’Italia. Inizialmente il governo aveva pensato di inviare il sottosegretario leghista all’Interno con delega alla sicurezza, Nicola Molteni. Ma ieri il vicepremier Matteo Salvini ha smentito. Non si sa ancora chi andrà a rappresentare il nostro paese nel momento in cui questo articolo va online.
Si discuterà delle iniziative per contrastare “Antifa”, un movimento politico decentralizzato, a cui appartengono via via una galassia di sigle estremiste e violente che l'amministrazione Trump ha designato come organizzazione terroristica interna. Come è noto anche in Italia, in membri di “Antifa” abbracciano ideologie politiche rivoluzionarie diverse come l'anarchismo, il comunismo e altre idee di estrema sinistra anti occidentale e antidemocratica.
Nel novembre dello scorso anno, il Dipartimento di Stato aveva classificato quattro gruppi “antifascisti” europei come organizzazioni terroristiche, impedendo così ai cittadini americani di fornire loro supporto materiale. Le quattro cellule affiliate ad Antifa come “organizzazioni terroristiche globali appositamente designate” (Specially Designated Global Terrorists), effettivamente aggiunte all’elenco delle organizzazioni terroristiche straniere a partire dal 20 novembre 2025, sono: Antifa Ost (Germania), Fronte Rivoluzionario Internazionale (Italia), Giustizia Proletaria Armata (Grecia) e Autodifesa di Classe Rivoluzionaria (Grecia). Tale decisione vieta ai cittadini statunitensi di fornire a uno qualsiasi dei quattro gruppi «sostegno materiale o risorse»; i loro beni negli Stati Uniti saranno congelati e i loro sostenitori sono soggetti a divieto di ingresso o espulsi dal Paese, secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Stato. «Se c'è qualcuno coinvolto in attività come (gli attentati incendiari) che potrebbero potenzialmente ispirare o portare alla violenza negli Stati Uniti, lo designeremo (come gruppo terroristico)», aveva detto allora Marco Rubio ai giornalisti della Casa Bianca. Da qui l’invito delle scorse settimane per il prossimo incontro con i paesi di tutto il mondo, inclusi paesi in Europa, America Latina e Sud-est asiatico.
L'amministrazione Trump ha fatto della lotta contro Antifa un elemento centrale della sua strategia antiterrorismo. La strategia antiterrorismo della Amministrazione Usa, firmata nel maggio di quest'anno, afferma che l'amministrazione individuerà e contrasterà «i gruppi politici violenti la cui ideologia è antiamericana, radicalmente transgender o anarchica, come Antifa». La strategia afferma inoltre, vedi pag.12 ad esempio, che è «inaccettabile che gli alleati della Nato possano fungere da centri finanziari, logistici di reclutamento per i terroristi. L’Europa ha ancora l’opportunità di cambiare il proprio destino, sia individuale che collettivo, nella lotta al terrorismo, se riconosce la minaccia reale e agisce subito». Un funzionario del Dipartimento di Stato, che ha parlato a condizione anonimato con la Reuters nei giorni scorsi, ha affermato che in passato la minaccia globale non è stata affrontata in modo adeguato, ecco perchè «il nostro sistema operativo antiterrorismo necessita di un aggiornamento per far fronte alla realtà di tali minacce, al fine di proteggere i cittadini americani, la sicurezza nazionale e gli interessi degli Stati Uniti».
Gli sforzi degli Stati Uniti prendono di mira le attività che rientrano nella definizione di terrorismo: omicidi, rapimenti, minacce violente contro il governo, le strutture e le forze dell’ordine, nonché attacchi alle infrastrutture critiche e al personale militare. Dopo l’assassinio, avvenuto a settembre scorso, dell’attivista crisitano e conservatore Charlie Kirk, i collaboratori della Casa Bianca hanno chiesto uno sforzo coordinato contro la galassia di gruppi di sinistra che promuovono la violenza, stessa attenzione verrà posta anche sulle violenze dei gruppi di destra. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, dichiarato il 9 luglio che l’evento è stato organizzato perché il terrorismo di estrema sinistra rappresenta «una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali e nuove convergenze in diverse parti de mondo».
Tutto ciò non c’entra con l’Europa? Il 10 luglio tre attivisti di estrema sinistra sono arrestati per una serie di attentati con bombe incendiarie contro esponenti di partiti conservatori che hanno causato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro all’inizio del mese. In Italia non c’è nessun pericolo? La nostra storia dimostra il contrario, soprattutto se consideriamo le “parole violente” e l'incitazione alla "rivolta e protesta con ogni mezzo” che sindacalisti ed esponenti della sinistra hanno speso a profusione in questi ultimi anni.
