• CONTINENTE NERO

    Sudan, secondo golpe in due anni. Nessuna sorpresa

    Sudan, due anni dopo il golpe che aveva rovesciato il dittatore Bashir, un secondo golpe militare ha deposto il governo di transizione. Il tentativo di democrazia sudanese stava fallendo, fra tensioni tribali, fame e miseria, corruzione rampante e moltiplicazione dei partiti, come racconta a Fides il vescovo di El Obein, mons. Trille.

    • Sud-Est asiatico

    I militari hanno colpito altre due chiese in Myanmar

    Una chiesa è stata data alle fiamme dai militari per rappresaglia, un’altra è stata danneggiata da colpi di artiglieria sparati deliberatamente contro l’edificio

     

    • CONTINENTE NERO

    Guinea, la lettera del cardinal Sarah ai golpisti

    Sperare, auspicare che un colpo di Stato militare porti pace, giustizia e benessere può sembrare incredibile. Non in Guinea, dopo più di mezzo secolo di delusioni, miseria, corruzione e altri due golpe nel passato. Il cardinal Robert Sarah, già arcivescovo di Conakry, scrive alla giunta militare pregandola di avere rispetto per il Paese. 

    • CONTINENTE NERO

    Guinea, l'ennesimo golpe militare africano

    In Guinea Conakry, Paese dell'Africa occidentale, i militari delle forze speciali hanno preso il potere con la forza, deponendo il presidente Alpha Condé, che si era fatto rieleggere per la terza volta di fila. I militari denunciano la corruzione e promettono il ritorno della democrazia. Dal 1960 ad oggi si contano 200 golpe in Africa, riusciti o meno.

    • Chiese profanate

    I militari golpisti del Myanmar sequestrano due chiese

    Dal colpo di stato di febbraio, l’esercito infierisce anche contro luoghi di culto e proprietà religiose, arresta e minaccia i sacerdoti che si prodigano per la popolazione stremata

     

    • IL GOLPE

    Sudan, fine della sanguinaria dittatura di Omar Bashir

    È finita in Africa, con un colpo di stato militare, una delle dittature più cruente e longeve. Omar al-Bashir, presidente del Sudan dal 1989, è stato deposto dall’esercito nelle prime ore dell’11 aprile. Doveva essere il giorno del raduno popolare in suo sostegno, dopo settimane di manifestazioni di protesta contro il suo regime.