• DOPO IL VOTO SVIZZERO

    Il no al burqa è un no all’islamismo

    La maggioranza degli elettori svizzeri, che ha votato per il divieto a indossare in luoghi pubblici burqa e niqab, viene tacciata di razzismo da neofemministe e islamo-gauchisme. In realtà qui non si tratta di libertà religiosa ma di abuso a fini politici (con danno per le donne) di un indumento, funzionale all’agenda ideologica di movimenti fondamentalisti. Anche l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Svizzera.

    • EURABIA

    L'Occidente difende il burqa ma l'Oriente lo mal sopporta

    L'ex ministro deggli Esteri inglese è sotto accusa per aver espresso il suo personale parere sul burqa. Ma fu Khomeini a rendere il velo obbligaorio, pagando le famiglie islamiche in Francia affinché lo portassero come segno del rifiuto dell'identità occidentale. Il paradosso è che oggi le donne orientali creano spazi per potersene "liberare".

    • IN EURABIA

    L'ex ministro dice sì al burqa: accusato di islamofobia

    La follia di un paese che si scaglia contro l'ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, che pur avendo definito le donne con il velo integrale somiglianti a delle "cassette postali" ha difeso la libertà di indossarlo. La reazione è frutto del crescente potere islamico e della debolezza occidentale: se la carriera del ministro sarà bloccata potremo parlare di capitolazione all’islam.