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intervista / claudia matera

Suor Maria Natalia Magdolna, riparare è rispondere all'Amore

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Un nuovo libro dedicato alla religiosa e mistica ungherese offre al pubblico italiano la sua "eredità", riscoprendo il senso della riparazione: ri-amare Dio. Un messaggio di speranza per chi si sente schiacciato e di conversione per i popoli europei. Ne parliamo con l'autrice.

Ecclesia 18_06_2026

Si torna a parlare della religiosa e mistica ungherese suor Maria Natalia Magdolna (1901-1992). Poco nota in Italia fino a sette anni fa, ora è conosciuta e amata da molti, grazie al libro di Claudia Matera Rivelazioni profetiche di suor Maria Natalia Magdolna, mistica del XX secolo, pubblicato da Sugarco Edizioni nel 2019. Da pochi giorni, a sette anni esatti di distanza, è uscito un secondo volume (sempre delle edizioni Sugarco) intitolato L’eredità di suor Maria Natalia Magdolna: l’Amore che ripara. Ne parliamo con l’autrice.

Il suo primo libro, a contenuto spirituale, che ha visto nove ristampe e traduzioni in altre lingue, ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, nonostante la nostra società appaia sempre più pagana. A che cosa è dovuto, a suo parere, questo successo?
Non coltivavo nessun desiderio di scrivere un libro e tanto meno di pubblicare, perché nella vita mi sono occupata di tutt’altro. Mi è parso un giorno di rispondere ad una potente vocazione, inattesa e improvvisa. Da quell’istante ho cominciato a scrivere e le cose sono andate da sé. Il libro si è mosso per passaparola. In sintesi, risponderei che si è diffuso per motivi che mi sovrastano e che penso siano dipesi dalla docilità a questa vocazione e dalle mie sincere intenzioni di bellezza, di verità e di bene. Molti sono i lettori grati del bene ricevuto attraverso la sua lettura. Ancora oggi ne ricevo conferma.

Perché tornare a parlare di suor Maria Natalia,  e in particolare di riparazione ed espiazione?
Ho fornito nuove prove documentali di veridicità sulla sua esperienza mistica. Numerosi lettori, inoltre, si dichiaravano molto interessati ai temi della riparazione e della espiazione. Suor Natalia è, infatti, legata fortemente a queste pratiche spirituali che nel libro chiamo, motivandone l’espressione, “sua eredità”. Queste pratiche, nel sentire comune, possono suscitare inquietudine, timore, inadeguatezza, mentre nella Tradizione della Chiesa non sono tanto abbinate alla sofferenza, quanto all’amore. Sono una redamatio, dicevano i santi Padri, cioè una restituzione d’amore a Dio: si pensi che espiazione di massimo valore è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. Lungo il testo si offrono motivi di speranza a tutti coloro che, per varie ragioni, si sentono tentati di disperazione o sono schiacciati da peccati pregressi. Questo aspetto percorre tutto il libro e suggerisce di continuo riflessioni e soluzioni di felicità ad ogni vita.

In quarta di copertina si legge che queste pratiche sono inviolabili da qualunque strapotere e che il testo contiene riferimenti geopolitici. Si tratta allora di un libro a contenuto spirituale, teologico, storico o geopolitico?
Si intersecano numerosi temi e un lettore attento li può cogliere tutti. Sorvolare sulle righe senza leggere con cura, non permette alcuna comprensione. C’è un filo spirituale che collega tutto il testo e c’è una linea teologica, trattata in modo lieve e suggestivo, che lo attraversa costantemente, anche allo scopo di rinverdire conoscenze smarrite, ma c’è anche un filo storico e politico. Il 14 luglio 1947, Anno Mariano Ungherese, i vescovi ungheresi affermarono del resto che «negli eventi storici si vedono indicazioni divine».

Una operazione complessa…Come si struttura, quindi, il testo?
Nella prima parte vengono delineati personaggi, anche non ungheresi, legati in qualche modo all’Ungheria, che hanno incarnato in sé stessi riparazione ed espiazione, vivendo una visione teologica della storia e agendo nella certezza che il vero Autore e Re della storia è Dio, che ci chiede di collaborare con il suo disegno di salvezza. Ho collocato tra loro anche i nostri san Pio da Pietrelcina e san Francesco di Paola, per il loro stretto legame profetico con i cosiddetti Ultimi Tempi (intesi come ultimi tempi, non del mondo, ma di questo mondo corrotto e pervertitore), tema più volte ripreso nel corso del testo.

Insomma, possiamo dire che proprio quella Ungheria che oggi si pone tanto spesso come “pietra di scandalo” nella UE,  risulta invece essere una nazione consacrata a grandi cose?
Nelle profezie di suor Maria Natalia l’Ungheria emerge con un ruolo del tutto particolare assegnatole dal Cielo e rientra in un disegno divino che ha prerogative inconfondibili, per la salvezza del mondo. Anche la mentalità ungherese emerge in vari punti del libro con caratteristiche diverse da quelle italiane ed era imprescindibile occuparsene.

Ma a noi italiani ed europei perché dovrebbe interessare?
Beh, innanzitutto agli ungheresi l’Europa deve storicamente e spiritualmente molto: riportiamo nel testo le parole della Vergine a questo proposito, rivelate al servo di Dio don Stefano Gobbi. È la parte sana del popolo ungherese, fin dalla fondazione della nazione, ad aver capito e fatto proprio, in modo unico rispetto a tutti i popoli europei, che la salvezza del mondo e la sua pace – e quindi dell’intera Europa, compresi noi italiani! – dipendono da quanti espiano e da come espiano. Attraverso queste figure il lettore si immerge, mediante le loro vite e il loro pensiero, nei temi spirituali che trovano sviluppo nella seconda parte. Tra questi temi, una parte significativa è proprio dedicata alla spiegazione, dettagliata, ampia ed evocativa, dei termini di espiazione e riparazione. In questi personaggi emergono sempre aspetti di portata universale, che travalicano razze e confini.

Può anticiparci qualcosa, al riguardo?
Tre esempi, tra tanti possibili, ne danno il senso dell’attualità e della universalità: il cardinale ungherese József Mindszenty, martire di due totalitarismi, mostra storicamente che l’Ungheria si è trovata lungo i secoli a subire tragedie, guerre, invasioni straniere ogni volta che la nazione si è allontanata dalle leggi di Dio, in particolare per il peccato dei giovani e nella Chiesa; si descrive come regimi dittatoriali del secolo scorso impedissero pretestuosamente manifestazioni religiose, in modi sovrapponibili alle vicende socio-sanitarie attraversate anche dagli italiani in anni recenti; quando a un giovane lettore dissipato si prospetta la bellezza di una vita pura e diversa, tutto questo non ha portata universale e attualissima? E così via. Insomma, il libro va letto non solo riga per riga, ma anche tra le righe.

Torniamo un attimo a Suor Maria Natalia e alle sue profezie: ci dice qualcosa di nuovo in questo testo?
Non nuove profezie, se è questo che intende, ma alcune sue considerazioni e consigli. Già i lettori del primo volume conoscono le sue rivelazioni. Qui si rafforza e si estende l’argomento. Si analizzano i rapporti tra suor Maria Natalia e la profezia di Fatima; si citano voci magisteriali sulle rivelazioni private, così osteggiate dal modernismo e dal protestantesimo; suor Natalia viene confermata da pregnanti profezie sul futuro e da interpretazioni storiche da parte di santi e venerabili figure, come sant’Ireneo, san Vincenzo Ferreri, santa Caterina da Siena, san Francesco di Paola, San Luigi Grignion de Montfort, San Pio da Pietrelcina, San Luigi Orione, don Stefano Gobbi, don Dolindo Ruotolo e altri.

Padre Serafino Tognetti, nella prefazione, definisce  entusiasticamente questo libro come una vera miniera di meditazioni e dati: ha esagerato o possiamo confermarlo ai lettori?
Padre Serafino Tognetti ha apprezzato molto il libro e, chiaramente, il suo è un giudizio personale, per quanto ben motivato. In ogni caso il testo è senz’altro ricchissimo  e i lettori, dopo una lettura meditata, si accorgeranno alla fine di un tesoro prezioso. Di più, il libro, così intenso, sarà capace di offrire sorprese e spunti sempre nuovi nel corso di successive riletture.



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