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Spogliati e perquisiti, così la polizia inglese abusa dei minori

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Oltre 2mila minorenni ogni anno subiscono perquisizioni corporali. La scioccante realtà resa pubblica da due inchieste. Il governo corre ai ripari e ha già pronte nuove norme restrittive per la polizia che entreranno in vigore da questa estate.

Esteri 21_05_2024 English

Ogni anno nel Regno Unito oltre 2mila minorenni subiscono dalla polizia perquisizioni corporali. È un dato scioccante reso pubblico per la prima volta nel novembre 2022 da un’inchiesta del quotidiano dal Daily Mail, significativamente titolata "Spogliati della loro dignità". Quattro mesi dopo è stato il Commissario per l'infanzia (CC, Children’s Commissioner), Dame Rachel de Souza, a pubblicare un secondo rapporto che non lasciava spazio a interpretazioni, al punto che il governo britannico ha ordinato una revisione urgente, volta a modificare la legge sulla Polizia e le prove penali (PACE) del 1984. E proprio in questi giorni è in corso una consultazione (corrispondente all’incirca alle nostre audizioni, ndr) di sei settimane, annunciata dal Ministero dell'Interno, che si concluderà a metà giugno, per approvare le nuove norme che entreranno in vigore già quest'estate. Ma la vera sfida che il governo dovrà affrontare sarà quella di convincere l'opinione pubblica britannica a rinnovare la fiducia nelle forze di polizia per proteggere e sostenere i propri figli.

Sia l'inchiesta del Daily Mail che il rapporto del CC sono nati in seguito allo scandalo della perquisizione corporale del cosiddetto Child Q (nome pubblico per garantire la privacy). Si tratta di una studentessa nera di 15 anni che nel 2020 è stata prelevata a scuola durante un esame, spogliata e perquisita nelle parti intime da due poliziotte mentre aveva le mestruazioni, senza che i suoi genitori fossero contattati o che fosse presente un adulto di sostegno. I suoi insegnanti avevano contattato la polizia dopo aver pensato erroneamente di aver sentito odore di cannabis. Un’inchiesta sul caso condotta dalla City and Hackney Safeguarding Children Partnership ha stabilito che la perquisizione era ingiustificata e che il razzismo è stato «probabilmente» un fattore nel processo decisionale degli agenti. La perquisizione, che ha lasciato la ragazza traumatizzata e umiliata, aveva provocato giorni di proteste nel 2022 davanti alla scuola di Londra est frequentata da Child Q. La polizia metropolitana si è scusata, ma la fiducia dell'opinione pubblica nelle forze di polizia è crollata ai minimi storici.

Il primo a rispondere al caso Child Q con un'ampia inchiesta sulla perquisizione dei minorenni da parte della polizia è stato il Daily Mail. In base al Freedom of Information Act (le norme sulla libertà di informazione, ndr) ha chiesto a tutte le stazioni di polizia in Inghilterra e Galles i dati sui minorenni sottoposti a perquisizione corporale tra il 2016 e il 2020. I risultati sono stati scioccanti e hanno rivelato l’ampio uso di questa pratica. «13.000 bambini spogliati dal 2016, tra cui almeno due sotto i dieci anni», ha rivelato il Daily Mail, individuando anche l’aspetto razziale: «Straordinario pregiudizio razziale, i bambini neri costituiscono oltre il 60% dei minori di 18 anni perquisiti dalle forze dell'ordine. E dopo il caso Child Q 3.228 minorenni sono stati spogliati in locali scolastici (…) l'uso di questa pratica controversa è quasi raddoppiato tra il 2017 e il 2020 (…) nell'80% dei casi non è stato trovato nulla di illegale».
E i dati sono anche parziali perché il Daily Mail ha scritto che «solo 28 distretti di polizia su 43» hanno risposto alla richiesta di informazioni, «le cifre reali sono probabilmente molto più alte». Il danno all'immagine delle forze di polizia è stato incalcolabile.

Poi è uscito il rapporto del CC, che ha aggravato le conclusioni del Daily Mail, aggiungendo ulteriore benzina al fuoco. La signora de Souza ha richiesto i dati di tutte le 43 forze di polizia di Inghilterra e Galles relativi alla perquisizione di bambini tra il 2018 e il 2021, utilizzando i poteri conferiti dal Children and Families Act 2014. Il rapporto finale del CC, tuttavia, ha limitato i suoi risultati esclusivamente alle perquisizioni che comportano l'esposizione di parti intime del corpo (EIP), escludendo le cosiddette perquisizioni più approfondite (MTS, si tolgono i vestiti escluso quelli che coprono le parti intime) che invece il Daily Mail aveva incluso. Quarantuno forze di polizia su 43 hanno risposto alla richiesta. A causa di gravi errori nei dati, non è stato possibile includere nel rapporto finale tutti i dati relativi al 2021. Ciononostante, il rapporto del CC rimane il quadro nazionale più completo, ad oggi, sulla perquisizione di bambini da parte della polizia nel Regno Unito.

Nel complesso, la ricerca del CC ha rilevato che «ogni anno un numero significativo di bambini viene sottoposto a questa pratica intrusiva e traumatizzante». «I protocolli di salvaguardia sono stati seguiti in modo incoerente», «le etnie sono rappresentate in modo sproporzionato» e «i motivi di queste perquisizioni» erano spesso discutibili. In particolare, 659 perquisizioni sono state effettuate su minori di 18 anni, tra cui due di età inferiore ai dieci anni, mentre il 25% aveva tra i 10 e i 15 anni. Il 58% dei ragazzi perquisiti erano neri e nel 2018 erano il 75%. Nel 23% di tutte le occasioni non era presente un adulto di sostegno, nonostante la tutela prevista dalla legge, e nel 2018 la percentuale era addirittura al 70% nel caso di perquisizioni di ragazzi di colore. Nel 53% di tutte le perquisizioni non è stato trovato nulla e non sono state intraprese ulteriori azioni, il che suggerisce che la perquisizione non era né giustificata né necessaria. I luoghi in cui sono state effettuate le perquisizioni sono stati i veicoli della polizia, le abitazioni e le scuole, mentre un piccolo numero di perquisizioni è avvenuto in take-away e parchi di divertimento. In almeno due occasioni le parti intime del corpo del minorenne sono state esposte in un luogo pubblico.

Alla luce dei risultati dell'indagine, che dimostrano come la perquisizione corporale sia una pratica abituale della polizia in tutta l'Inghilterra e il Galles, Dame Rachel de Souza ha elencato 17 raccomandazioni nel suo rapporto gettando la palla nel campo del governo: «Le perquisizioni corporali sui minorenni dovrebbero essere effettuate solo in determinate situazioni eccezionali, e come ultima risorsa, con l’applicazione di solide protezioni (…) Ribadisco inoltre la mia richiesta al governo di pubblicare dati annuali sulle perquisizioni corporali dei minorenni, poiché dalla mia ricerca è emerso che spesso la polizia non viene chiamata a rispondere del mancato rispetto delle tutele previste dalla legge», ha dichiarato.

Nella consultazione in corso il Ministero dell'Interno ascolterà i pareri delle forze dell'ordine, dei servizi per l'infanzia e degli operatori del settore su 10 emendamenti proposti per dare priorità alla «sicurezza e al benessere» dei bambini in Inghilterra e Galles. Le proposte prevedono che, quando viene effettuata una perquisizione corporale di un minore che comporti l'esposizione di parti intime del corpo, l'agente di custodia debba avvisare un genitore o un tutore; un agente del grado di ispettore o superiore deve dare l'autorizzazione e registrare i motivi per cui è stata ritenuta urgente; un adulto di sostegno di sesso opposto può essere presente solo se conosciuto dal detenuto e se quest'ultimo è d'accordo.

Certamente alle parole seguiranno i fatti. Ma resta il problema che da tempo le forze di polizia britanniche applicano due pesi e due misure e la correzione della legge è solo il primo passo di un lungo percorso per cambiare questa percezione.

 

 



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