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Il programma

Safe, l’arma di Bruxelles per controllare gli Stati dell’UE

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Attraverso Safe, l’UE metterà a disposizione degli Stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti per spese sulla difesa. Ma le clausole di spesa e gli interessi rendono questo programma un potenziale strumento di controllo. Lo scontro politico in Polonia e le rivelazioni di Weber.

Esteri 16_05_2026
Ursula von der Leyen, 4 maggio 2026 (Ap-LaPresse)

Safe è un nuovo strumento finanziario dell'Unione Europea destinato a sostenere gli Stati membri che desiderano investire nella produzione industriale nel settore della difesa mediante appalti comuni. Safe metterà a disposizione degli Stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti per spese sulla difesa. Questi fondi, raccolti sui mercati dei capitali e garantiti dal bilancio dell’UE, saranno destinati agli Stati membri che intendono aumentare rapidamente gli investimenti nella difesa mediante il ricorso ad appalti comuni nell'industria europea degli armamenti. Un aspetto chiave di Safe è la clausola di “preferenza europea” (Buy European) mirata ad incentivare la produzione europea e a ridurre la dipendenza da fornitori esteri. Questo dicono i documenti dell’UE.

La cosa che colpisce di più è che la Germania non ha chiesto il prestito nell’ambito di Safe; invece la Polonia di Donald Tusk, che spende già quasi il 5% del prodotto interno lordo per la difesa, ha chiesto 44 miliardi di euro, una somma gigantesca che la farà indebitare per due generazioni; per di più dovrebbe spendere questa somma in pochi anni (fino al 2030) con la maggior parte degli acquisti in Europa.

La necessità di spendere denaro rapidamente (gli accordi per acquisti indipendenti sono possibili fino al 30 maggio 2026, dopodiché saranno possibili solo acquisti congiunti con altri Paesi) rende questo strumento più un programma di appalti che un programma di investimenti. La fretta e il caos favoriscono le aziende che hanno già prodotti e linee di produzione, ostacolando al contempo i progetti che richiedono lo sviluppo di nuovi impianti industriali. In questo senso, è uno strumento per l'acquisto di armi esistenti, pronte all'uso, ed è qui, appunto, che entrano in gioco le industrie tedesche e francesi.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha posto il veto alla legge che attua il programma Safe. Il capo di Stato ha indicato, tra le altre cose, il rischio di una violazione della sovranità nazionale e il trasferimento di parte delle competenze in materia di sicurezza alle istituzioni dell'UE. Ma Tusk ha spinto per la firma di Safe, pur sapendo che il programma dell’UE è incompatibile con la Costituzione polacca e il Trattato sull'Unione Europea. Il professor Ryszard Piotrowski, uno dei più rinomati costituzionalisti, ha criticato aspramente questo prestito: «Il programma Safe riguarda l'indipendenza della Polonia». Il Trattato sull'UE stabilisce che l'UE rispetta le funzioni essenziali dello Stato e, in particolare, la sicurezza nazionale rimane di esclusiva competenza di ciascuno Stato membro. La Costituzione vieta di contrarre prestiti che permetterebbero alla Commissione Europea e al Consiglio dell'UE di controllare l’esercito polacco. «La Costituzione non lo consente, poiché vieta il trasferimento di competenze relative alle forze armate», sottolinea il costituzionalista.

Gli obiettivi del programma Safe rappresentano un duro colpo anche per gli Stati Uniti, non tanto perché vietano l'acquisto di equipaggiamento militare dagli USA, ma perché neutralizzano il principale alleato degli Stati Uniti nella regione, ovvero la Polonia. Il documento spiega chiaramente che si tratta del ribaltamento della struttura degli acquisti militari in Polonia. Questa singola frase riassume l'intero modo di pensare del governo Tusk. La struttura degli acquisti militari in Polonia si basa attualmente sulle migliori armi al mondo – quelle americane e coreane – e ciò va a discapito dell’industria degli armamenti tedesca e francese. Adesso i tedeschi, servendosi di Tusk, vogliono ribaltare la struttura degli acquisti militari polacchi. Le industrie degli armamenti hanno cominciato a speculare in previsione degli acquisti legati a Safe. Per esempio, la Romania ha segnalato che alcuni fornitori avrebbero aumentato i prezzi delle proprie offerte di armamenti, come la tedesca Rheinmetall, fino al 30%!

L’europarlamentare Anna Bryłka ha spiegato tutta la verità sul prestito Safe, con cui il governo Tusk ha ingannato i polacchi. «La Commissione Europea ha creato uno strumento finanziario che le conferisce il controllo sulla concessione e l'erogazione del prestito, con tutti i costi di tale strumento trasferiti agli Stati membri. Il vero punto decisionale risiede a Bruxelles, non a Varsavia: la Polonia non solo deve ottenere l'approvazione per i suoi acquisti, ma deve anche effettuarli a determinate condizioni (65% dei componenti dell'intera catena di approvvigionamento provenienti dall'Europa; appalti congiunti), ma la Commissione monitorerà anche l'erogazione dei fondi prima di concedere la tranche successiva. Ma soprattutto pesa ancora il "bastone" della condizionalità, ovvero la capacità di Bruxelles di trattenere i fondi secondo criteri imprevedibili, come la Polonia ha sperimentato con il fondo PNRR. Naturalmente, la sospensione di rate e tranche non comporta la sospensione del rimborso del debito. In sintesi: il governo Tusk sta prendendo in prestito denaro a un tasso di interesse sconosciuto, che può spendere solo con il consenso della Commissione Europea e alle sue condizioni. Il governo polacco non conosce l'esatto tasso di interesse sul prestito al momento della firma dell'accordo quadro di prestito». Va sottolineato che la Commissione Europea non dispone di questi fondi e deve prima richiederli in prestito sul mercato tramite un'emissione obbligazionaria a tassi d’interessi diversi.

Un aspetto poco “pubblicizzato” del prestito Safe riguarda l’Ucraina: la Polonia dovrebbe trasferire parte delle armi acquistate proprio all'Ucraina. La ministra Magdalena Sobkowiak-Czarnecka, plenipotenziaria per il Safe, ha ammesso che tale percentuale dovrebbe aggirarsi intorno al 4-5% (allora parliamo di più di due miliardi di euro!). E non vi è alcuna garanzia che questa percentuale non aumenti.

Ma ciò che sta realmente in gioco dietro il Safe è stato recentemente rivelato dal presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber. Il politico tedesco ha detto che il prestito Safe, proprio come l’euro, è destinato a essere un meccanismo che «unisce l’Europa» per «prepararsi a scenari in cui Bardella diventa presidente della Francia e Kaczyński torna al potere in Polonia». In questo modo Weber ha fatto capire che Safe permetterà a Bruxelles e Berlino di controllare la situazione politica in Francia e Polonia: un prestito tossico multimiliardario come Safe è pensato prima di tutto come uno strumento strategico per assumere il controllo effettivo della sovranità dei Paesi da parte delle oligarchie dell’UE.



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