Rito antico, monaci nuovi: riapre l'abbazia di Bellefontaine
A raccogliere il testimone dei trappisti, andati via a novembre dopo due secoli, subentra una comunità proveniente dall'abbazia di Le Barroux, che segue la liturgia tradizionale col benestare di Roma. L'11 luglio la Messa inaugurale, alla presenza del vescovo di Angers.
È durata solo qualche mese la chiusura temporanea dell'abbazia di Bellefontaine, in diocesi di Angers, dopo l'addio dei monaci trappisti: rimasti in pochi e anziani, dopo due secoli hanno dovuto lasciare in altre mani l'abbazia che nei suoi nove secoli di storia ha visto avvicendarsi varie comunità fiorite dal tronco benedettino. A raccogliere il testimone sono ora i monaci di Le Barroux, l'abbazia provenzale fondata da dom Gerard Calvet (1927-2008) che col benestare di Roma segue la liturgia tradizionale. Dopo La Garde, questa è la terza "filiazione" di Le Barroux.
Non ci poteva essere ricorrenza migliore dell'11 luglio, solennità di san Benedetto, per l'insediamento ufficiale dei 12 monaci, tra cui il nuovo priore dom Raphaël, che due giorni prima si sono congedati dalla comunità d'origine. Ed è stato l'abate di Le Barroux, dom Louis Marie, ad accompagnarli nella transizione celebrando sabato la Messa inaugurale a Bellefontaine, alla presenza di monsignor Emmanuel Delmas, vescovo di Angers, e di monsignor Renauld de Dinechin, vescovo di Luçon.
«Desidero accoglierli nel miglior modo possibile», ha detto mons. Delmas. «Saranno una presenza orante a Bellefontaine; accoglieranno tutti coloro che busseranno alla loro porta per vivere un tempo di silenzio, preghiera e rinnovamento spirituale» e di testimonianza dei «frutti che la vita contemplativa offre in questo luogo della nostra diocesi».
