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la riflessione

Parigi al ground zero della fede, ma c'è l'obolo della vedova

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La Francia attende il Papa, dove i cattolici sono calati del 63% in 45 anni. Un trend simile a quello occidentale. Scoraggiarsi? No, cambiare prospettiva e guardare all'obolo della vedova, che diede poco, ma diede tutto, perché Dio vede l'arazzo dal verso giusto, noi solo il retro aggrovigliato.

Ecclesia 24_09_2026

Alla vigilia del viaggio apostolico del Papa in Francia, che inizia domani, la Santa Sede ha pubblicato alcune statistiche sullo stato di salute della religione cattolica in Francia dal 1980 al 2024. Mentre la popolazione cresceva da 53 a 66 milioni, i cattolici diminuivano: dall’84% al 74%. Analogo crollo dei battesimi: da 513 mila a 186 mila. Una diminuzione del 63%. Il grafico è in picchiata anche per altre voci: il numero di parrocchie è passato da 38mila a poco meno di 11 mila e, parallelamente, il numero di sacerdoti è sceso da 38 mila a 12 mila, seppur ci sia stata qualche iniezione di sacerdoti immigrati. Rimane però il calo del 68% del numero di preti. Forse il crollo peggiore è quello registrato per i matrimoni religiosi: da 217 mila a 40 mila. Matrimoni in picchiata dell’81% in 44 anni.

Parliamo della Francia, ma il trend è simile nell’Occidente (anche se vi sono timidi segnali di ripresa). Che fare? Dovremmo essere tutti quella vedova del Vangelo che ha messo due spiccioli nel tesoro del tempio. Rileggiamo il passo: «Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”» (Lc 21, 1-4).

In ambiente cattolico – non l’ambiente catto-prog, cattoliberal o altri ambienti catto-eterodossi – c’è aria di disfatta, di disillusione, di sconforto. Siamo in ritirata sparsa. Nelle chiesa alla Domenica ci sono più statue che fedeli e quelli che ci sono hanno più primavere alle spalle che autunni da vivere. In genere più si sale nelle gerarchie della Chiesa più la sana dottrina diventa rarefatta come l’aria in montagna. Siamo al punto che ci sentiamo sollevati se il parroco ed anche chi sta più in alto di lui non professano eresie ma solo vuoto pneumatico perché il più delle volte è vero il contrario.

Siamo circondati, direi assediati, da campioni di triathlon matrimoniali, che ci presentano con serafica noncuranza le loro terze mogli e la loro relativa prole frutto di un mosaicismo coniugale il cui intreccio può essere adeguatamente rappresentato non da un albero genealogico, ma solo da un rampicante genealogico. S’incontrano in ogni dove anime perse che davvero commuovono e la cui mente e cuore sono state così imbestialite dal pattume in cui sprofondiamo che hanno smarrito se stessi. Un tempo si andava invano in India per ritrovarsi, ora entri in un circolo gay o in una clinica per il “cambio” di sesso perché, scusi, in lei c’è un errore di fabbrica: dobbiamo sostituirle il sesso sbagliato.

L’aborto poi non c’è più, è scomparso. Sì, è vero, all’anno nel mondo decine di milioni, de-ci-ne di mi-li-o-ni di bambini vengono massacrati nel ventre delle loro madri, il luogo per natura più sicuro per loro, ma è come se non accadesse nulla, perché se non ne parli, non esiste, non succede. Si uccidono le persone prima che vengano al mondo, dopo che sono venute al mondo con l’eutanasia e con le guerre difensive del proprio odio e si uccidono le persone anche prima che vengano concepite, uccise nelle intenzioni dei giovani che vorrebbero rimanere giovani per sempre e non accorgersi, con un figlio tra le braccia, che si è diventati adulti e il tempo passa.

L’uomo, poi, è diventato così stupido che pensa che una macchina con l’IA possa essere più intelligente di lui. E più la usa più si snatura, proprio lui che ha fatto della natura il suo dio. Gli opposti si toccano e si annullano.

Infine le persone intorno a noi sono degli alieni e noi per loro. La fase in cui si era in disaccordo su tutto è ormai tramontata. Ora viviamo la fase in cui tutto quello che diciamo e facciamo è incomprensibile. Aneddoto reale: Tizio dice ad un trentenne Caio laureato che la morale cambia nel tempo. Il trentenne Caio laureato non né d’accordo né contrario, ma chiede: «Cosa significa che la morale cambia nel tempo?». Siamo al ground zero dell’umanità.

Torniamo alla vedova. Siamo vedovi anche noi tutti. Vedovi di un tempo in cui la cultura era un sapere di verità condiviso. Oggi solo l’insipienza è condivisa. Vedovi di una comunità in cui ti ritrovavi amico di altri amici. Oggi parli con qualcuno ed hai la netta percezione che in comune con lui hai solo il DNA umano. Vedovi di un altro Cielo che non sia quello di Sky, di un soffio dello Spirito che non sia quello che viene da un condizionatore che ha avuto anche il privilegio di finire citato in una enciclica, vedovi di una visione trascendente dell’esistenza in cui ogni cosa e ogni cosa che facevi ti parlavano della tua Patria celeste. Vedovi della Storia, della propria storia, della natura umana e infine vedovi di Dio.

Siamo scoraggiati, sconfortati e avviliti perché vorremmo frutti concreti, vorremmo che il fratello non divorziasse, che il figlio non convivesse, che il nipote andasse a Messa, che la catechista non parlasse bene dei Pride, che la maestra di vostra figlia non insegnasse ascendenze scimmiesche a scuola, che la liturgia non diventasse la Corrida-Dilettanti allo sbaraglio, che i parenti del defunto in chiesa sapessero quando ci si alza e quando ci si siede, che l’amico cinquantenne non praticasse ancora il nomadismo sessuale. E noi ci impegniamo, sudiamo, ci sgoliamo, scriviamo, scendiamo in piazza, marciamo, urliamo, sottoscriviamo petizioni, consigliamo, chiediamo, brighiamo, bussiamo a porte, studiamo e ci formiamo, invochiamo e preghiamo, preghiamo tanto e piangiamo e piangiamo altrettanto eppure, al netto di qualche seme di speranza, tutto crolla come se una diga del Vajont al giorno venisse giù (Francia docet).

Dove sbagliamo? Da nessuna parte. Stiamo facendo bene, stiamo facendo come la vedova. Diamo tutto quello che abbiamo. Qualcuno la chiama santità. Il valore di quei due spiccioli dal punto di vista terreno sono nulla. E nulla infatti cambia intorno a noi. Invece il valore di quei due spicci agli occhi di Dio, che valuta il valore delle azioni non per gli effetti materiali, ma per gli affetti del cuore, è infinito.

Il tessitore di arazzi realizza l’arazzo sul lato nascosto dello stesso. A guardarlo da questo lato si vede solo un guazzabuglio di fili senza senso. Ma se lo giri è splendido, tutto ritrova senso. Noi vediamo l’arazzo che stiamo tessendo dal retro. Dio lo vede dal verso giusto. «I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie» (Isaia, 55, 8). A vista umana la parabola terrena di Gesù fu un fallimento pieno: deriso e messo in croce, i suoi che si erano dati alla macchia non prima di aver dato prova in più occasioni di non aver capito quasi nulla del loro Maestro, Lui resuscita e molti dubitano ancora, eppure aveva fatto anche miracoli. Più che comprensibile che lo stesso Gesù una volta abbia retoricamente domandato: «Ma quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?» (Lc 18, 8).

Diamo quei due spicci, amando quel gesto in sé anche se, umanamente, non possono fare la differenza. Amiamo l’atto in sé, non l’effetto. Genesi: «E Dio vide che era cosa buona». Compiaciamoci del nostro sudore e delle nostre lacrime. Compiaciamoci di quei due spicci. In mano a Dio edificheranno capolavori qui in terra e poi in Cielo. Guardiamo a Maria: non convertì popoli durante la sua vita, non fondò ONG, non istituì opere di carità, non s’inventò strutture sinodali per la pastorale in Palestina, non scrisse neppure un’enciclica, lei che poteva farlo dato che conosceva gli apostoli di persona, eppure è la più grande creatura dell’universo perché ogni suo atto, anche il più insignificante, donato con perfetto amore a Dio è diventato immenso. Aspiriamo a tutto dando tutto il possibile.