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L'INTERVISTA/ Don Alberto Strumia

Non siamo soli nell'universo. Ma non come lo intendono gli ufologi

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Ci sarà anche vita intelligente nell'universo. Ma è sempre e solo la natura umana ad essere scelta dal Verbo per essere unita indissolubilmente a sé. La pubblicazione dei documenti sugli Ufo e un nuovo film di Spielberg riaprono il dibattito. Il teologo e fisico Don Alberto Strumia ci risponde.

Cultura 19_06_2026
Il presunto punto di atterraggio UFO di Roswell, Usa (AP)

 In questo periodo si è tornati a parlare di UFO e di contatti presunti, merito dei documenti declassificati dal presidente Donald Trump e del nuovo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, che esce in sala proprio nel periodo “giusto” per rialimentare il dibattito, sull’ipotesi che “non siamo soli” (ipotesi rilanciata anche dall'ex presidente Barack Obama) e che il contatto ci sia “già stato”. La questione ha anche risvolti teologici che, per altro, Spielberg affronta direttamente nel suo film, anche se dà risposte abbastanza discutibili.

Ne parliamo con Don Alberto Strumia, per avere un parere di scienziato e di teologo. Don Alberto Strumia, teologo e già docente di Fisica matematica delle Università di Bologna e Bari, unisce la sua grande conoscenza teologica a un solido sapere scientifico ed è la persona adatta a rispondere ai dilemmi che tutti si sono posti dall'inizio dell'esplorazione dello spazio.

Dio ha creato un universo immenso, per cui “è impossibile che lo abbia creato solo per noi in un unico pianeta”, come Steven Spielberg, interpretando un sentire comune fra gli ufologi, fa dire a una suora, personaggio centrale del suo nuovo film. Ma l'immensità dell'universo creato da Dio implica necessariamente l’esistenza anche di una molteplicità di specie intelligenti?
Se volessimo partire dall’idea cristiana della “sovrabbondanza” di Dio nel creare, non solo l’universo fisico come noi lo possiamo sperimentare – almeno nei limiti dei nostri sensi e dei nostri strumenti di osservazione – ma anche un “creato immateriale” ben più ampio di quello fatto di atomi e particelle, non potremmo non pensare al “mondo” degli Angeli (compresi i rinnegati, i demoni), esseri intelligenti più di noi e numerosi più di noi (tenuto conto che ognuno di noi ha un Angelo Custode che si aggiunge agli altri Angeli). E con loro a quello delle anime dei nostri cari che ci hanno preceduto sulla terra, e non hanno ancora ricevuto i loro corpi dopo la Risurrezione alla fine del mondo. Che non siamo soli nel creato è un “dato di fatto” che la Rivelazione cristiana e la fede ci propongono da sempre, tranquillamente da credere. Anni fa don Giussani insegnava che la ragione tiene conto della “totalità dei fattori” in gioco («coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori», Il senso Religioso, BUR, p. 17). Perché allora considerare solo il nostro universo fisico nell’opera creatrice di Dio trascurando tutto il resto? E non si può dire, in una prospettiva cristiana che, con questi esseri, non c’è comunicazione, dal momento che ad essi ci si rivolge “pregandoli”, chiedendo loro aiuto (in termini tradizionali si chiama “intercessione”) e, in contraccambio, ricevendone anche sotto forma di protezione spirituale e fisica, come nel caso di quelli che chiamiamo “Angeli Custodi”. Ma limitandosi, per un momento – come i più sono abituati a fare, senza neppure rendersi conto di tutto il resto – al cosmo materiale, da sempre forse si è pensato che l’universo fisico fosse popolato da altre “specie intelligenti”, dotate di un corpo materiale come noi (pur con una struttura fisica e biologica diverse), e fossero non solo “spirituali”. In linea di principio non lo si può escludere… Anche con questi, se ne esistessero, non sarebbe facile comunicare, se non provando a farlo attraverso un qualche linguaggio “universale” (per noi e per loro) come quello matematico delle leggi logiche e fisiche. E forse, anche quello non meno matematico (come ritenevano i Pitagorici) della musica; se di extraterrestri ve ne fossero dotati di organi sensoriali capaci di percepire le vibrazioni meccaniche di una qualche atmosfera gassosa, o di un corpo più o meno rigido che vibra, o quelle elettromagnetiche che rendessero una sorta di “effetto sonoro” nei loro “cervelli” e nelle loro “menti”. Per ora non pare se ne siano incontrati, almeno in maniera certa e comprovata. Il famoso Voyager Golden Record, lanciato nello spazio dalla NASA sulle sonde gemelle Voyager 1Voyager 2, nel 1977 è stato un tentativo in questo senso.

Seconda affermazione teologica nel film di Spielberg (che riflette sempre un sentire comune degli ufologi): l'uomo è la suprema creazione di Dio “sulla Terra”, il che implicherebbe che possa aver creato altre specie altrettanto supreme su altri pianeti. Ma se l'uomo è a immagine e somiglianza di Dio, è possibile che vi siano altre specie al centro del creato, al pari dell'uomo se non addirittura superiori?
È ancora più affascinante anche l’idea di essere “unici” al mondo, nel nostro “genere” di esseri “corporei” e “razionali”. Così unici che, il Verbo di Dio ha unito alla Sua Persona Divina, proprio quella natura umana “unica”, per ristabilire la “giustizia originale” tra noi e il Padre, che liberamente gli uomini avevano rifiutato (infatti è in termini di “giustizia” che si comprende la questione del Peccato Originale. San Tommaso d’Aquino è il principale maestro che ci aiuta in questa comprensione corretta, parlando di amissio orignalis iustitiae [perdita della giustizia originale], I-II, q. 81, a. 1). Anzi, l’umanità di Cristo è l’“esemplare” tipico della nostra natura umana. E se dovessero anche esserci altre specie intelligenti sarebbe sempre e solo la natura umana ad essere scelta dal Verbo per essere unita indissolubilmente a sé («A motivo del termine [termine greco] si è soliti parlare di unione ipostatica», Giovanni Paolo II, Udienza generale, 23-3-1988, n. 1). Anche a costo di provocare una sorta di “invidia” da parte delle altre intelligenti, paragonata all’“invidia degli angeli” per il fatto che il Verbo preferì unire a sé la natura umana alla loro “angelica”, anche se più elevata.  Al pari o superiori, in questo caso, potrebbero anche esserci altre specie, ma non sarebbero state scelte liberamente da Dio, come non sono stati scelti gli Angeli per essere uniti ipostaticamente al Verbo, Figlio di Dio. Non siamo noi a dettare le regole a Dio e la Sua Libertà è sovrana. Ed è bene che sia così.

Non pochi cattolici sono aperti all'idea dell'esistenza di specie intelligenti extraterrestri. Come l'allora capo degli astronomi vaticani, il gesuita José Gabriel Funes, che nel 2008 dichiarò: «È possibile credere in Dio e negli extraterrestri. Si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione». Ma si pone, in questo caso, il problema della redenzione: Dio si è incarnato in un uomo per salvare l'uomo dal peccato. E le altre eventuali specie intelligenti, allora?
Qui ci viene in aiuto la Dottrina Cattolica sugli Angeli. Gli Angeli sono di una natura talmente superiore alla nostra che, essendo solo spirituali (“puri spiriti”) con un solo singolo atto della loro intelligenza e della loro libertà sono in grado di decidere di scegliere o rifiutare Dio, Sommo Bene, meritando di averlo o di perderlo per l’Eternità. Per loro non c’è una “seconda possibilità”. Per parafrasarlo in termini odierni potremmo dire che la loro volontà è “binaria” e non “analogica” come la nostra. Noi necessitiamo di tanti atti di conoscenza per accostarci al Bene e abbiamo a disposizione tanti singoli atti di volontà per sceglierlo o rifiutarlo, per cui ci è data la possibilità di “pentirci”, fino all’ultimo momento della vita terrena, di un atto non buono e di scegliere uno successivo buono. Non solo per questa ragione “antropologica” (che è una predisposizione di natura), ma anche e soprattutto, perché il Signore, con la Redenzione, ci ha offerto la possibilità di ricollocarci nella “giusta” posizione di fronte a Lui (è la “giustizia originale”). Il Sacramento della Penitenza è lo strumento concreto che ci viene offerto dal Signore, attraverso la Chiesa, proprio per questo.

Alla domanda se possano esserci altri esseri corporei intelligenti e liberi, diversi da noi, oltre a noi esseri umani, ai quali è dato il frutto della Redenzione si può rispondere di sì. I frutti della Redenzione ricadono su tutto il Creato, come insegna l’Apostolo Paolo: «La creazione stessa […] nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,19.21). E a  far parte di questa creazione ci potrebbero essere anche questi. Naturalmente, per ora, è solo un’“ipotesi teologica”. Ma, direi, che, vista la disastrosa condizione degli uomini qui sulla terra, quando si abbandona Cristo e la sana ragione, sarebbe meglio che incominciassimo ad occuparci più del destino di noi terrestri che di quello di ipotetici “altri” che non sappiamo nemmeno se esistano!

In alcuni ambienti del cattolicesimo "di frangia" si ipotizza anche che gli avvistamenti di UFO e i contatti che talvolta vengono denunciati (anche se mai provati) possano in realtà essere avvistamenti di creature celesti, o anche di demoni. Ciò ha senso, da un punto di vista teologico?
Gli esseri soprannaturali, come La Vergine Maria, gli Angeli, i Santi e il Signore stesso, in contesti eccezionali, sono “apparsi” ad esseri umani, nelle apparizioni ben conosciute e confermate dalla Chiesa, lungo la storia. Lo stesso demonio si è manifestato ad alcuni santi e non solo, con orrende visioni, possessioni, vessazioni, infestazioni di luoghi, ecc. Ma non bisogna confondere queste manifestazioni, buone o malvagie, di natura autenticamente “soprannaturale”, con “i dischi volanti” (come si chiamavano un tempo gli UFO). Gli Angeli e i Santi non sono dei “folletti” che giocano a fare i “buffoni” con noi esseri umani, per sorprenderci o spaventarci. Così come gli eventuali exstraterrestri, descritti come più avanzati di noi, non dimostrerebbero di essere tali se facessero i buffoni.