Nel mondo benedettino è già in atto la pace liturgica
«Tra noi benedettini, la liturgia tradizionale e quella moderna convivono armoniosamente», ha dichiarato l'abate primate Jeremias Schröder in un'intervista a Katholisch.de. Ed è un modello che può valere per tutta la Chiesa.
L'intervista concessa a Katholisch.de dall'abate primate Jeremias Schröder risale a fine aprile ma è di quelle, per così dire, che non "scadono" almeno finché dura la querelle sui riti antico e nuovo che invece nel mondo benedettino sembra aver trovato pace. Alle domande sulla questione liturgica e sull'esistenza di conflitti l'abate Schröder, che dal 2024 è a capo della Confederazione Benedettina, risponde: «Non vedo alcun conflitto. Tra noi benedettini, la liturgia tradizionale e quella moderna convivono armoniosamente» e spiega che in tutto l'ordine ci sono dieci abbazie che celebrano in rito antico, le più note delle quali sono a Fontgombault, Le Barroux e Norcia.
Così mentre al di fuori il tema si è fatto caldo (specie dopo la brusca chiusura di Traditionis custodes) l'armoniosa coesistenza benedettina potrebbe fungere da modello per l'intera Chiesa, secondo l'abate Schröder, che si dice anche «molto curioso di vedere come papa Leone affronterà la questione» ed è convinto che «dopo che papa Benedetto ha aperto le porte qui, non sarà più possibile sradicare completamente la vecchia forma. Abbiamo fratelli e sorelle che hanno costruito la loro vita religiosa su questa forma di preghiera e di Messa. Questa ha ormai trovato spazio anche nella Chiesa e dovrebbe essere permessa, almeno in alcuni ambiti».

