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IL VOTO PER L'EUROPARLAMENTO

Menzogne e bluff, così reagisce il potere europeo ferito

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Giornali di regime e politici cercano di nascondere le proporzioni della vittoria di conservatori e identitari, e ripropongono la maggioranza "Ursula". Ma alla luce del voto è una soluzione molto improbabile.

Esteri 11_06_2024
Emmanuel Macron

Le reazioni al terremoto nei palazzi del potere, causato dal voto democratico dei cittadini europei, si è fatto sentire e leggere nei commenti e sui giornali del mainstream, preoccupati per la decisione dei cittadini di premiare le destre identitarie ed i conservatori, invece della cricca politica di Socialisti, Liberali, Sinistre e Popolari che li aveva favoriti e protetti negli ultimi decenni.

Esemplari le descrizioni sul voto polacco per le europee, dove viene descritta una cocente sconfitta per il “PiS” ed una vittoria della “Coalizione centrista” (KO) del premier Tusk, quando in realtà i due schieramenti sono distanziati dello 0.9% ed ottengono comunque 20 seggi ciascuno. Alla stessa stregua come «sconfitta» di Orban viene descritto un risultato che non ha eguali in nessun paese e per nessun partito nazionale europeo: “Fidesz” ottiene infatti il 44.79% dei consensi e ben 11 seggi, mentre il neopartito nazionalista e centrista “Tisza” è al 29.60% con 8 seggi. In questo caso, a Budapest, i veri sconfitti dalla volontà del voto popolare sono i Socialisti all’8% e 2 seggi e i pupilli di Geroge Soros di “Momentum” che si fermano al 3.67 e zero seggi.

Il «centro tiene», questo l’altro messaggio veicolato dal potere europeo, strumentalmente promosso per ridare ruolo ai Liberali di Macron e alla possibile riedizione di una coalizione “Ursula 2”, che si vorrebbe allargata alla sola Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Ovviamente, questo incubo per gli elettori porterebbe alla definitiva divisione tra le forze politiche che hanno vinto le elezioni, allo sfascio interno del partito europeo dei Conservatori e alla definitiva frattura tra essi e le formazioni identitarie e nazionaliste europee. Che gli sconfitti alle elezioni, Macron e Scholz lo immaginino possibile e che la stampa liberal li sostenga, al pari dell’auspicio di rivedere in campo la vecchia maggioranza che ha sostenuto Ursula Von der Leyen durante lo scorso quinquennio e che è stata bocciata dagli elettori lo scorso week-end, è semplicemente una conseguenza del mondo onirico in cui vivono leaders e opinion makers liberalsocialisti europei.

In realtà è un grande e maligno bluff di Macron che perderà il controllo del gruppo europeo di “Renew”, visto il pessimo risultato, o dovrà espellere il partito Ano (Azione dei cittadini insoddisfatti) dell’ex premier ceco Andrej Babiš, che ha ottenuto 7 seggi e sostiene da sempre politiche simili a quelle di Orban, anticentraliste e conservatrici. Stessa sceneggiata quella condotta da Scholz che conosce benissimo le posizioni anticentraliste delle delegazioni di Romania (11 seggi) e Bulgaria (2 seggi) e degli ex Socialisti slovacchi di Robert Fico che hanno ottenuto il 25% e 6 seggi. Macron, Scholz, Von der Leyen ed il capo dei Popolari europei Manfred Weber facciano bene i propri conti, valutino bene il da farsi, anche in considerazione dei tanti, tantissimi parlamentari di partiti nazionali nuovi (quasi tutti conservatori e nazionalisti) e ora al ‘gruppo misto’, nazionalisti ed anticentralisti, usciti vincenti alle elezioni.

Non ci sono più i numeri politici, ancorché numerici, per una maggioranza “Ursula”, tantomeno ci si può illudere di offendere l’intelligenza di Giorgia Meloni ed indurla a sfasciare i Conservatori e la collaborazione con alcune forze identitarie e nazionaliste europee. Rassegnarsi e prendere atto seriamente del risultato elettorale, del tribunale del voto democratico dei cittadini sarebbe la scelta più saggia ed intelligente. Il popolo ha parlato, ha deciso e scelto. Ursula Von der Leyen se vuole guidare per un secondo mandato la Commissione, cosa politicamente molto improbabile, dovrà rinnegare molte delle follie promosse ed imposte dalla sua Commissione.

Non ci saranno altre vie di mezzo, l’ambiguità di scelte incomprensibili o grandi ammucchiate distruggerebbero i vincitori del voto popolare, azzererebbero ogni credibilità dei partiti tradizionali, favorirebbero solo lobby di potere e burocrazie che, in questo caso, userebbero ogni giorno di governo europeo per vendicarsi contro il popolo e le nazioni “ignoranti e becere” che non li hanno sostenuti nel loro profetico progetto centralista, ambientalista, multietnico e relativista.