L'Olanda vieta le "terapie di conversione"
L'Olanda vieta le "terapie di conversione". Pene fino a due anni di carcere e anche sacerdoti, educatori e genitori dovranno tenere la bocca chiusa.
L’espressione spregevole “terapia di conversione” fa riferimento, in realtà, a pratiche positive ossia all’accompagnamento psicologico per quelle persone che vogliono abbandonare l’omosessualità e la transessualità.
Il Parlamento dei Paesi Bassi ha invece vietato il 16 giugno scorso a queste persone di ricevere aiuto per cambiare vita e le ha obbligate a rimanere in una condizione che detestano. Infatti il Senato, dopo l’approvazione della Camera, ha varato una legge che vieta le terapie di conversione (nella foto un deputato si congratula con tanto di fiori con un altro deputato per l'approvazione della legge). I dati portati a suffragio di questa legge sono assai fragili, ma si sa che val più l’ideologia che la scienza. Queste pratiche erano già vietate in Olanda, ma l’attuale legge rappresenta una stretta in più.
Ora i trasgressori rischiano multe fino a 27.500 euro o una pena detentiva fino a due anni. Se sei un professionista rischi di non esercitare più. Naturalmente è vietato far pubblicità a queste pratiche.
Uno dei tanti problemi di questa legge sta nel fatto che sotto la scure penale potrebbero finire anche i colli di sacerdoti, educatori e genitori.
Gli italici attivisti LGBT ovviamente premono che una legge simile venga varata anche da noi.

