Liberato un sacerdote cattolico in Nigeria
Sollievo per la liberazione di padre Asuwaye, ma pessime notizie arrivano dallo stato di Taraba dove si sono intensificati gli attacchi dei pastori Fulani
In Nigeria è stato liberato padre Nathaniel Asuwaye, parroco della chiesa della Santissima Trinità di Karku, nello stato di Kaduna, che era stato rapito nella notte tra il 6 e il 7 febbraio insieme a dieci parrocchiani. Uomini armati avevano fatto irruzione nella sua abitazione e li avevano prelevati, uccidendo tre agenti di sicurezza che avevano aperto il fuoco contro di loro. La liberazione di padre Asuwaye è stata annunciata il 12 maggio dalla diocesi di Kafanchan. Non si hanno invece notizie dei parrocchiani rapiti. Restano ancora nelle mani dei sequestratori due sacerdoti: padre Joseph Igweagu, della diocesi di Aguleri nello stato di Anambra, rapito il 12 ottobre 2022, e padre Emmanuel Esema, della diocesi di Zaria nello stato di Kaduna, rapito il 2 dicembre 2025. La buona notizia del ritorno a casa di padre Auwaye è purtroppo offuscata da quelle appena diffuse con un comunicato, al termine della terza Assemblea Generale della sua diocesi, da monsignor Mark Maigida Nzukwein, vescovo di Wukari, nel sud dello stato di Taraba. “Da settembre – riferisce monsignor Nzukwein – oltre 98.000 persone sono state costrette allo sfollamento, tra cui 16 sacerdoti, mentre 217 chiese sono state completamente distrutte. Anche le abitazioni di otto sacerdoti sono state distrutte e si stima che oltre cento persone siano state uccise”. Si ritiene che gli attacchi siano opera di bande di pastori Fulani che prendono di mira comunità agricole e villaggi abitati in prevalenza da cristiani, spesso di etnia Tiv. “Dopo aver raso al suo case, chiese e altre proprietà – spiega monsignor Nzukwein – gli aggressori spesso si installano nei terreni lasciati dagli abitanti costretti alla fuga e li occupano abusivamente. Le incursioni dei pastori Fulani vanno ad aggiungersi al conflitto fondiario tra le tribù Tiv e Jukun. Tiv e Jukun sono Cristiani, ma molti seguono la religione animista e una minoranza di Jukun è di fede musulmana. Il conflitto tra queste due tribù è uno dei più antichi. Si ritiene abbia avuto origine nel 1860.


