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regina caeli

Leone XIV: la Messa è indispensabile per la vita cristiana

Alla vigilia del viaggio in Africa il Papa ha rievocato la testimonianza dei martiri di Abitene, che sacrificarono la vita pur di non rinunciare al giorno del Signore.

Borgo Pio 13_04_2026
LaPresse (AP Photo/Andrew Medichini)

L'Eucaristia domenicale è la risposta all'incredulità di Tommaso come alla nostra. «È una scena che ci fa riflettere sul nostro incontro con Gesù Risorto. Dove trovarlo? Come riconoscerlo? Come credere? San Giovanni, che narra l’evento, ci dà delle indicazioni precise: Tommaso incontra Gesù l’ottavo giorno, nella comunità riunita e lo riconosce nei segni del suo sacrificio». La riflessione del Papa prima del Regina caeli nella Domenica della Divina Misericordia ruota attorno al senso e all'indispensabilità dell'«ottavo giorno» nella vita cristiana.

«Certo, non è sempre facile credere. Non lo è stato per Tommaso e non lo è neanche per noi. La fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta», osserva il Papa, e la si nutre appunto nell'«ottavo giorno», la domenica, quando «ascoltiamo le parole di Gesù, preghiamo, professiamo la nostra fede, condividiamo i doni di Dio nella carità, offriamo la nostra vita in unione al Sacrificio di Cristo, ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue, per poi essere a nostra volta testimoni della sua Resurrezione, come indica il termine “Messa”, cioè “invio”, “missione”».

Alla vigilia del viaggio apostolico in Africa (che inizia oggi) Leone XIV rievoca la testimonianza dei martiri di Abitene (nell'attuale Tunisia) che «di fronte all’offerta di avere salva la vita a patto che rinunciassero a celebrare l’Eucaristia, hanno risposto di non poter vivere senza celebrare il giorno del Signore». È infatti nella Messa «che i nostri sforzi, pur limitati, per grazia di Dio si fondono come azioni delle membra di un unico corpo – il Corpo di Cristo – nella realizzazione di un unico grande progetto di salvezza che abbraccia tutto il genere umano. È attraverso l’Eucaristia che anche le nostre mani diventano “mani del Risorto”».