Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
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L'APPELLO DEL PAPA A ÉCÔNE: PER IL BENE DELLE ANIME FERMATEVI

«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!»: Leone XIV scrive a don Pagliarani e ai membri della FSSPX, invitandoli a desistere, per il bene dei propri fedeli, da un atto scismatico che «li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.
- Diritto divino e consacrazioni contro la volontà del Papa, di Hilaire Vernier

Ecclesia 30_06_2026 English
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«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!». È l’accorato estremo tentativo, che papa Leone ha rivolto poco fa, con una lettera indirizzata a don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per far desistere la FSSPX dal procedere con la consacrazione episcopale contro la volontà del papa, in programma per domani, 1° luglio. Il santo Padre fa appello alla «autorità ricevuta da Cristo», in quanto successore dell’Apostolo Pietro, capo della Chiesa visibile e principio visibile della sua unità.

Il papa parla «con animo paterno», «addolorato ma ancora pieno di speranza», riconoscendo le caratteristiche positive della FSSPX – «l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione» –, ma non di meno conscio della «estrema gravità» del peccato di scisma che la FSSPX compirà, se proseguirà nel proprio intento.

Nella lettera sembra delinearsi quanto verosimilmente verrà pubblicato dal Dicastero per la Dottrina della Fede, una volta appresa l’avvenuta consacrazione illegittima dei quattro candidati: «l’atto scismatico che compireste li priverebbe [i fedeli] della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione». La Santa Sede sembra pertanto rimanere nella linea dell’Ecclesia Dei adflicta, confermando la natura di per sé scismatica delle consacrazioni contro la volontà del Romano Pontefice; ma la “novità”, rispetto al 1988, appare essere quella della revoca delle concessioni di papa Francesco, che avevano restituito validità ai sacramenti della penitenza e del matrimonio.

Il papa chiede che non si proceda alle consacrazioni illegittime proprio per «il bene spirituale dei fedeli», quella salus animarum in nome della quale la FSSPX giustifica il proprio operato. Si delineano così due logiche contrapposte: da una parte Leone XIV, con tutta la Tradizione della Chiesa, ricorda che il bene delle anime è ricevere i sacramenti della Chiesa nella Chiesa; al di fuori di essa, taluni sacramenti sono invalidi, e altri illeciti e dunque non fruttuosi per l’anima che li riceve, la quale invece, se cosciente di quanto sta compiendo, si appresta a compiere un sacrilegio. Dall’altra parte, la FSSPX, la quale ritiene che la sottomissione effettiva al successore di Pietro, in tutto ciò che effettivamente compete alla propria autorità (e la scelta dei vescovi è una sua prerogativa), in uno “stato di necessità” non sia necessaria alla salvezza delle anime.

Il papa invia un ulteriore segnale di apertura: «La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo». Inverosimile che don Pagliarani ritorni sui propri passi, essendo egli determinato a procedere con le consacrazioni, con o senza il mandatum del papa. Vedremo se la FSSPX deciderà comunque di dare una risposta all’appello del papa.