a cura di Anna Bono
  • Minoranze cristiane

Indonesia. La casa editrice cattolica Kanisius compie 100 anni

 

L’Indonesia è il più grande paese musulmano. Su una popolazione totale di 275 milioni i cristiani sono poco più di 33 milioni. Subiscono forme di persecuzione estreme che collocano il paese al 28° posto nell’elenco 2022 dei 50 stati in cui i cristiani sono più perseguitati (Open Doors). La loro situazione è andata peggiorando negli ultimi anni sotto l’influenza crescente dell’islam integralista. L’esistenza di una casa editrice cattolica è fondamentale per la diffusione di testi di teologia e di vita cristiana. È quindi con comprensibile soddisfazione che nei giorni scorsi Kanisius, la prima casa editrice cattolica del paese, ha festeggiato i cento anni di attività. A fondarla furono i gesuiti nel 1922 a Yogyakarta, nell’isola di Giava, chiamandola Canisius Printing Company, sviluppando un progetto editoriale avviato quattro anni prima da gesuiti olandesi. All’inizio disponeva solo di tre impiegati e di due macchine da scrivere, sotto la guida di padre Bellinus. Nel 1928 la piccola casa editrice ha pubblicato il suo primo libro, dedicato a san Francesco Saverio, e il primo messale in lingua giavanese. Nello stesso anno papa Pio XII le ha dato la sua speciale benedizione: “dite a tutto il territorio delle Indie Occidentali che la carta stampata è sempre stata uno dei mezzi più efficaci e degli strumenti più potenti per svolgere la nostra missione pastorale”. Ha assunto il nome attuale nel 1968 continuando a pubblicare testi e opere importanti per la Chiesa indonesiana e per la cultura locale, tra cui “La filosofia degli esseri umani”, di padre Nicolaus Drijarkara, noto filosofo gesuita indonesiano, e il primo dizionario latino-indonesiano. Fu anche autorizzata a stampare le prime banconote indonesiane. Sollecitata dalle restrizioni imposte a causa della pandemia Covid-19, ha sviluppato un e-commerce che le permette di vendere le proprie pubblicazioni anche online.