I cristiani in Bangladesh chiedono che la Pasqua sia giorno festivo
In Bangladesh dal 1986 la Pasqua solo una volta è stata dichiarata festa nazionale grazie a un deputato cattolico
Il 31 marzo alle 11.00, a Dhaka, la capitale del Bangladesh, la Bangladesh Christian Association (BCA) ha organizzato una manifestazione davanti al National Press Club per chiedere al governo di includere la domenica di Pasqua tra le feste nazionali. Solo Natale – ha spiegato all’agenzia di stampa AsiaNews padre Albert Thomas Rozario, direttore della Casa Arcivescovile di Dhaka – è riconosciuto come giornata festiva, mentre i fedeli di altre religioni godono di diversi giorni di vacanza durante le rispettive principali festività. Prendendo la parola durante la manifestazione alla quale hanno partecipato una centinaio di persone, Nirmol Rozario, della BCA, ha espresso preoccupazione per la scarsa presenza nelle istituzioni governative dei cristiani e di altre minoranze. Ha annunciato che il 30 marzo la BCA ha presentato richiesta formale al primo ministro di dichiarare il giorno di Pasqua festivo a partire da domenica 5 aprile e di inserirlo in maniera permanente nell’elenco ufficiale delle festività nazionali per consentire ai fedeli di partecipare pienamente alle funzioni religiose e alle celebrazioni, cosa adesso impossibile. Nei primi anni dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1971, la domenica era un giorno festivo, e quindi anche la Pasqua. Ma nel 1986 Hussain Muhammad Ershad, divenuto presidente grazie a un colpo di stato, ha emendato la costituzione laica del paese e ha adottato l’islam come religione di stato, istituendo quindi come festa governativa il venerdì. Da allora la minoranza cristiana – meno di un milione di fedeli su una popolazione di oltre 176 milioni – ha chiesto più volte che la domenica di Pasqua fosse dichiarata festiva, ma nessuno dei governi che si sono succeduti ha accettato, spesso accampando la motivazione assai poco plausibile che concedere più giorni festivi ostacolerebbe lo sviluppo del paese. Solo nel 2019 la ricorrenza è stata dichiarata festa nazionale grazie a Gloria Jhrna Sarker, la prima donna cattolica a diventare deputato conquistando uno dei seggi riservati alle donne, che si è battuta per i diritti della comunità cristiana. Quell’anno la festa islamica dello “Shab-e-Barat”, la notte del destino, cadeva il 21 aprile, lo stesso giorno della Pasqua. Poi però per questioni legate a movimenti lunari la festa islamica era stata spostata al 22 aprile, lunedì dell’Angelo. La deputata tuttavia aveva chiesto e ottenuto che il 21 aprile rimanesse giorno di festa.

