I cristiani dalit e adivasi perseguitati nell’Orissa
Karwan-e-Mohabbat ha documentato casi di persecuzione nello stato indiano favoriti dalle autorità che non intervengono o addirittura vi prendono parte
Karwan-e-Mohabbat (Carovana dell’amore) è un gruppo impegnato nella difesa dei diritti umani in India. È nato nel 2017 per esprimere solidarietà con le vittime di linciaggi di massa e da allora opera a livello nazionale. Dal 2 al 5 maggio una delegazione del gruppo si è recata nello stato orientale dell’Orissa dove ha visitato diversi distretti e ha incontrato circa 300 persone registrando attacchi contro chiese, casi di esclusione sociale e di boicottaggio economico, persino casi di rifiuto di consentire sepolture nei cimiteri dei villaggi. I più colpiti risultano essere i cristiani dalit e adivasi, appartenenti cioè alle popolazioni tribali indigene. Al termine della visita, insieme a un collettivo di cittadini e attivisti, Karwan-e-Mohabbat ha diffuso una lettera aperta con la quale ha voluto denunciare in particolare il caso frequente di agenti di polizia, funzionari pubblici ed esponenti politici che favoriscono atti di discriminazione e di violenza contro i cristiani o vi prendono addirittura parte. “Abbiamo ascoltato – si legge nella lettera – ripetute testimonianze sul ruolo della polizia, dell’amministrazione civile, di rappresentanti eletti e persino di membri del governo statale nell’incoraggiare la persecuzione delle minoranze cristiane e la negazione dei loro diritti fondamentali. In alcuni distretti la violenza ha superato ogni limite. Dei cristiani sono stati legati agli alberi e picchiati, chiusi in sacchi e aggrediti fisicamente; si sono verificati anche casi di violenza sessuale e tentativi di bruciare vive alcune vittime”. Eppure è successo in molti casi che la polizia incriminasse le vittime invece degli aggressori. “Ciò che appare evidente – conclude Karwan-e-Mohabbat – è un completo collasso del sistema costituzionale dello Stato nei confronti delle minoranze cristiane”.

