Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sant’Agostino di Canterbury a cura di Ermes Dovico
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Minoranze cristiane nel mondo

Gioia nella piccola comunità cristiana di Dosso, in Niger

La visita di un gruppo di seminaristi alla missione di Dosso, gestita dalla SMA,è stata occasione di festa nonostante le sfide che la Chiesa deve affrontare nel paese

 

Un gruppo di seminaristi provenienti da tutto il Niger ha fatto visita alla missione di Dosso, ospiti di padre Rafael Casamayor, della Società per le Missioni Africane, SMA. Con lui hanno visitato il mercato, il centro dell’artigianato, la scuola cattolica delle suore e, la sera, si sono incontrati con i giovani della comunità di Dosso per una veglia di preghiera durante la quale hanno raccontato la loro vocazione, i motivi che li hanno portati a scegliere di entrare in seminario. “Provengono da origini molto diverse – ha spiegato padre Rafael all’agenzia Fides che ha dato notizia dell’incontro – alcuni figli di emigrati dal Togo o dal Benin, altri da famiglie musulmane che hanno scoperto la via di Gesù attraverso i compagni del quartiere, e tutti da famiglie molto umili che hanno accolto e sostenuto la loro vocazione. Con la loro testimonianza semplice e fraterna hanno portato allegria nella nostra comunità. Dopo la preghiera conclusiva dei nostri incontri, sono iniziati i balli e i ritmi di tamburi e maracas che, come ho appreso, è il modo migliore e più spontaneo per lodare e ringraziare Dio lasciando tra i giovani di Dosso un soffio di aria di una profumo speciale di nuovi orizzonti”. Il Niger è un paese a maggioranza musulmana e fa parte dei 50 stati in cui i cristiani subiscono le persecuzioni più gravi. Nell’elenco 2022 della onlus Open Doors compare al 33° posto. La Chiesa comprende circa l’1% della popolazione. Fa parte insieme a Burkina Faso e Mali, del cosiddetto triangolo del jihad, la vasta regione in cui i jihadisti agiscono e hanno le loro basi. In Niger è stato rapito nel 2018 padre Pier Luigi Maccalli, liberato nel 2020 dopo due anni di prigionia.