a cura di Anna Bono
  • VIETNAM

Dove i cristiani perseguitati rispondono con la carità

Vietnam. I cristiani patiscono a causa dell’ostilità sia del regime comunista vietnamita, contrario a tutte le religioni, sia delle comunità tribali che accusano i cristiani di tradirne la cultura e l’identità. I cristiani dei gruppi etno-linguistici degli altipiani centrali, noti come Montagnard o cristiani Degar, sono stati nel corso degli anni perseguitati con particolare durezza.

Tuttavia, senza scoraggiarsi, senza cedere alle difficoltà e agli ostacoli, le parrocchie e le comunità non rinunciano alle attività sociali e alle iniziative caritatevoli in favore dei poveri, cristiani e non. I cattolici di molte parrocchie, per festeggiare il nuovo anno lunare che quest’anno ha coinciso con l’inizio della Quaresima, hanno moltiplicato il loro impegno umanitario. La parrocchia di St.Paul, ad esempio, della diocesi di Phan Thiet che fa parte della provincia ecclesiastica di Ho Chi Minh City, ha intitolato “Nuovo anno lunare d’amore” un fitto programma di interventi in aiuto di famiglie povere, bambini, ammalati e anziani soli.

La diocesi di Thanh Hoa, nel Vietnam centrale dove i cristiani sono una piccola minoranza pari il 4% della popolazione, ha organizzato insieme alla Caritas la consegna di doni alle famiglie povere, molte delle quali di fede buddista. Monsignor Joseph Nguyễn Chí Linh, alle famiglie che lo ringraziavano, ha spiegato: “Gesù ci ha insegnato che dobbiamo saper amare tutti”. Le famiglie povere in Vietnam, con non più di 15 dollari al mese per vivere, sono due milioni. Adulti e bambini trascorrono le giornate frugando nelle discariche e tra i rifiuti alla ricerca di cibo e abiti.