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ricordo

Benedetto XVI raccontato da mons. Xuereb

Joseph Ratzinger era «un uomo semplice con lo sguardo di un bambino evangelico». Una significativa testimonianza del secondo segretario sui suoi anni trascorsi accanto al pontefice tedesco.

Borgo Pio 20_01_2023

Mons. Alfred Xuereb, maltese, è stato il secondo segretario di Benedetto XVI insieme a mons. Gänswein. Dopo la rinuncia passò al servizio di Papa Francesco ed è attualmente nunzio apostolico in Corea e Mongolia. In questi giorni ha rilasciato una significativa testimonianza raccolta da Angela Ambrogetti su Acistampa sugli anni trascorsi insieme al pontefice tedesco

Tra i ricordi emerge il clima di famiglia, per esempio nel suo primo Natale accanto al Papa: «La vigilia di Natale dopo cena, in attesa della messa, ci riunivamo attorno all’albero acceso, il Papa prendeva il brano del Vangelo della natività di Gesù e lo leggeva, poi ci scambiavamo gli auguri. Mi spiegò che ogni padre di famiglia in Baviera fa così». Benedetto XVI aveva un attenzione speciale per  le innumerevoli richieste di preghiera, specie dei malati. «E poi c’era l’angoscia per i bambini. Il Papa, che pure ha mille pensieri, considerava la sua preghiera per i malati un ministero pastorale importantissimo. Mettevo i fogliettini in cappella sul suo inginocchiatoio, e so che Benedetto li sfogliava e li rileggeva conservandoli nel cassettino. Mi sorprendeva quando, dopo qualche giorno, mi chiedeva se avevo avuto notizia di qualcuno dei malati che conoscevo personalmente».

Papa Benedetto viveva la preghiera con particolare intensità: «La messa iniziava alle 7.00, ma ci furono dei giorni in cui si sentiva l’orologio del cortile di San Damaso che suonava l’ora ma lui rimaneva in raccoglimento. Ricordo un periodo in particolare, che si fermava a lungo anche dopo l’orario di inizio». E ne raccomandava l'importanza ai sacerdoti, uno dei quali gli disse che faticava con il Breviario, e talvolta lo trascurava, per via dei numerosi impegni con i parrocchiani: «Forse attendeva quasi una approvazione. Invece il Papa gli ha detto: questa tua premura pastorale è molto lodevole, ma ricordati che anche quando preghi il breviario stai facendo una azione pastorale perché stai pregando per i tuoi parrocchiani».

La parola più ricorrente sulle labbra di Benedetto XVI era: «Grazie». «Lo aiutavamo a vestirsi per la messa, gli davamo la croce pettorale, e lui: grazie. Gli portavo il bastone: grazie! Gli toglievo il bastone: grazie!». Anche questo ci fa conoscere più da vicino quel grande teologo che in realtà, dice mons. Xuereb, era «un uomo semplice con lo sguardo di un bambino evangelico».