Accusato da cinque donne, un passo indietro per López Romero
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Condotta sessualmente inappropriata: è l'accusa che ha spinto il cardinale di Rabat a ritirarsi da celebrazioni e attività pubbliche finché sarà in corso l'indagine vaticana. E il cugino prete-psicoterapeuta del porporato coglie la palla al balzo per riaprire il dibattito sul celibato.
La piccola Chiesa di Rabat, in Marocco, si ritrova ad affrontare un fulmine a ciel sereno. La scorsa settimana il cardinale Cristóbal López Romero, messo a capo dell'arcidiocesi da Francesco nel 2017, ha annunciato un passo indietro, dichiarando di volersi astenere da celebrazioni pubbliche ed attività pastorali. «Sono accusato di comportamento inappropriato nei confronti di donne adulte», ha ammesso López Romero in una dichiarazione diffusa ai fedeli dell'arcidiocesi marocchina. Il cardinale, reduce dal soggiorno a Roma per il concistoro, ha spiegato che la Santa Sede ha avviato un'indagine sulla sua vicenda e che lui sta collaborando.
Un colpo durissimo perché il cardinale spagnolo è uno dei simboli di quella generazione di «pastori con l'odore delle pecore» premiati da Bergoglio con l'ingresso nel sacro collegio. Spagnolo di nascita, a lungo missionario in Paraguay, il salesiano 74enne si era autoproclamato simbolo del dialogo con l'Islam, aveva criticato l'Europa per la politica «egoista» sui migranti, era entusiasta del Sinodo sulla sinodalità ed era stato uno vescovi europei in Nordafrica a provare a rompere l'unità dell'episcopato africano contro Fiducia supplicans.
Un nome di peso finito persino nella lista dei papabili nel corso dell'ultimo conclave e che non si aspettava minimamente di essere travolto da questa tempesta visto che ancora poche settimane fa rilasciava interviste sul concistoro. La sua presenza, inoltre, era attesa a Bari il prossimo 31 luglio come ospite d'onore dell'incontro nazionale di Azione Cattolica «Orizzonti mediterranei: abitare la fraternità per una cultura del dialogo».
Contro di lui ci sarebbero le accuse di almeno cinque donne, come rivelato da un'inchiesta dell'agenzia Afp che ha parlato con una delle presunte vittime: una pensionata che dà una mano alla Chiesa di Rabat e che avrebbe fissato alla fine del 2024 l'inizio dei comportamenti inappropriati di López Romero. La donna ha rivelato di aver informato della situazione anche il vicario generale Marc Helfer. Al cardinale sarebbero stati contestati «abbracci particolarmente energici e prolungati» e un tentativo di bacio. La presunta vittima ha scritto una testimonianza anche alla nunziatura apostolica. E non è stata l'unica perché Afp ha scritto di aver potuto visionare anche un altro rapporto arrivato sulla scrivania del nunzio Alfred Xuereb.
Al momento non c'è una denuncia alla giustizia marocchina contro il presule spagnolo, mentre si attendono gli esiti dell'attività investigativa della Santa Sede. Non trapelano molte altre informazioni sulla vicenda: ci è stato detto, infatti, che l'arcidiocesi ha esplicitamente chiesto a preti e religiosi di non accettare interviste né di avere contatti con i giornalisti. In base a quanto abbiamo raccolto da fonti in loco sembrerebbe però che tra le presunte vittime ci dovrebbero essere anche delle religiose.
La Chiesa di Rabat non è l'unica in difficoltà per l'inchiesta di Afp. L'agenzia ha infatti riportato il racconto di alcune fonti secondo cui potrebbero esserci stati episodi simili durante il suo periodo in Paraguay. Nei giorni scorsi anche l'arcidiocesi di Asunción ha sentito la necessità di diramare un comunicato dando la notizia dell'autosospensione di López Romero e scrivendo di ritenere opportuno aspettare gli sviluppi dell'indagine vaticana.
Sullo stato d'animo del cardinale ha invece scritto suo cugino, don Alfons Gea, per il quale «ci troviamo ancora una volta di fronte al dilemma del perché le brave persone facciano cose cattive». «Né lui, né io, né la famiglia cercheremo di nascondere la verità – ha scritto il cugino e psicoterapeuta sulla testata Exaudi – le cose stanno così. Non è né il primo né l’ultimo a vacillare sul sesto comandamento». Secondo il sacerdote-familiare questa vicenda «dovrebbe aprire un dibattito sul celibato». Il cardinale, invece, privatamente ha chiesto preghiere per sé e per chi soffre a causa di questa situazione.
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